GESTITA DALLA SOCIETA' DI FUKUSHIMA

Giappone, stop al riavvio centrale nucleare più grande del mondo dopo un avviso d'emergenza

La centrale di Kashiwazaki-Kariwa è gestita dalla Tepco, società proprietaria anche del sito di Fukushima

22 Gen 2026 - 18:03
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Dopo appena un giorno è stato sospeso il processo di accensione di uno dei sette reattori della centrale nucleare giapponese di Kashiwazaki Kariwa, a nord-ovest di Tokyo, chiusa a seguito del disastro a Fukushima nel 2011. Dopo quasi 15 anni di inattività, era stato riavviato il reattore numero sei, processo interrotto poco dopo a causa di alcuni problemi tecnici. 

Le cause

 La Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestisce anche la centrale di Fukushima, ha deciso di sospendere le operazioni dopo un allarme lanciato durante la rimozione di un gruppo di barre di controllo, responsabili della fissione e che dunque regolano l’energia prodotta. La società ha spiegato di aver sostituito un componente, ma che il problema è rimasto: da qui la decisione si interrompere le attività. L’azienda ha comunicato che sono in corso le verifiche per fare chiarezza sull'accaduto. Non è chiaro al momento se e quando riprenderà il riavvio. L'Autorità di regolamentazione nucleare (Nra) ha dichiarato che il reattore è stabile, aggiungendo che non ci sono problemi di sicurezza, mentre secondo il governo della Prefettura di Niigata non sono stati rilevati livelli anomali di radioattività intorno al complesso.

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Manifestanti contro la riapertura della centrale di Kashiwazaki-Kariwa

Riapertura tra le polemiche

 Il passato dell'operatore, segnato da scandali e criticità sulla sicurezza, da tempo desta preoccupazione nella popolazione, con diverse manifestazioni di protesta organizzate negli ultimi mesi dai residenti della zona. Il via libera alla riattivazione era arrivato dalla Prefettura dopo che Tepco aveva corretto alcuni errori nei parametri di attivazione degli allarmi relativi a 88 delle 205 barre di controllo del reattore incriminato. L'opinione pubblica però si era già divisa fra chi sostiene la riapertura e chi è contrario: secondo un sondaggio dello scorso settembre, addirittura il 60 per cento degli abitanti della zona si opponeva alla decisione.