Dopo l'allerta dagli Usa

Cina: "L'appello dei big dell'Ia a rallentare è allarmismo"

Insiste sui rischi della nuova tecnologia anche l'Onu, secondo cui può colpire al cuore democrazie

15 Set 2026 - 12:35
videovideo

È cominciato (o ricominciato) tutto con Bill Gates, poi è stata la volta del ricercatore di Anthropic, Jacob Coxon, e poi ancora del suo Ceo, Dario Amodei, seguito dal numero uno di OpenAi, Sam Altman, e persino da Elon Musk. Ora, è arrivato anche il turno dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk: sono in molti, tra i big dell'intelligenza artificiale (e non solo), ad aver lanciato l'allarme sui rischi dell'eccessivo sviluppo di questa nuova tecnologia. Ma c'è qualcuno che non è d'accordo: la Cina.

Google Preferred Site

La critica della Cina

 Pechino, infatti, ha criticato gli appelli lanciati dai leader Usa dei colossi dell'Ia a rallentare nella corsa al potenziamento dell'Ia per il timore dei pericoli legati ai progressi troppo rapidi, a favore di sistemi di sicurezza. "Allarmismo, confronto e competizione non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale dell'Ia", ha detto Guo Jiakun, portavoce del ministero degli Esteri. A cui ha fatto eco il ministro della Sicurezza di Stato, Chen Yixin, che domenica ha pubblicato un articolo sollecitando l'accelerazione su prevenzione e controllo dei rischi per la sicurezza legati all'Ia: questo campo, ha affermato, è diventato "il principale terreno di scontro per la competizione tecnologica globale e una nuova arena di rivalità strategica tra le grandi potenze", sottolineando, poi, quanto sia è necessario uno sviluppo "sano e ordinato" della tecnologia.

Chen, che è anche il capo dell'agenzia di intelligence cinese, ha poi avvertito che l'intelligenza artificiale mette a rischio la sicurezza del Paese, poiché potenze straniere potrebbero sfruttare la tecnologia per minacciare l'ordine sociale: "Forze ostili" starebbero abusando delle tecnologie di Ia generativa allo scopo di "fabbricare voci politiche e diffondere informazioni dannose", ha scritto nel lungo articolo postato online. "Lanciano guerre dell'opinione pubblica e guerre cognitive contro la Cina, minacciando direttamente la nostra sicurezza politica, istituzionale e ideologica", ha affermato.

Trump e Xi Jinping pronti a discutere di Ia

 Un monito, quello di Chen, maturato mentre il leader cinese Xi Jinping si prepara a incontrare il presidente Usa Donald Trump a Washington il 24 settembre: la governance e la sicurezza dell'Ia saranno oggetto di discussione, in un contesto di crescenti richieste di maggiore supervisione della tecnologia. "Le agenzie di intelligence straniere stanno facendo ampio uso di tecnologie quali web crawler intelligenti, data mining intelligente e analisi di profilazione intelligente per raccogliere e acquisire informazioni sensibili, come dati nazionali chiave, segreti commerciali e dati personali dei cittadini", ha rincarato Chen.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha inoltre dimostrato il ruolo chiave dell'Ia in ambito militare, dove tecnologie superiori offrono vantaggi tattici sul campo di battaglia, ha aggiunto. La Cina deve "garantire il controllo autonomo sulle tecnologie chiave fondamentali" - inclusi i chip avanzati indispensabili per l'addestramento dei modelli di Ia - per salvaguardare la propria sovranità tecnologica, ha concluso il ministro.

Il tycoon scoraggia l'allarmismo

 Anche l'inquilino della Casa Bianca, però, si è mostrato nettamente contrario a questo allarmismo nei confronti della nuova tecnologia e ha paura che non faccia altro che fornire un assist a Pechino: "L'unico controllo o argine di cui l'Ia ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome", ha scritto sul suo social Truth, sottolineando che "l'amministrazione Trump ha impedito a certi personaggi dell'Ia di compiere azioni dannose o potenzialmente tali - come Dario" Amodei di Anthropic, "che ora finge di essere un angioletto perfetto - e continueremo a farlo". Il tycoon, quindi, ha aggiunto che "è in atto una cospirazione malata contro l'Ia e i data center, e l'unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Teorici del complotto state in guardia".

L'Onu non vuole frenare, ma regolamentare

 Ma mentre si continua a discutere su quanto siano reali o meno i rischi legati all'Ia, l'Onu punta a ottenere il prima possibile una regolamentazione basata sul diritto internazionale. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha esortato gli Stati e le aziende leader a livello mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale ad agire con urgenza per garantire che una governance efficace dell'Ia tenga il passo con il suo rapido sviluppo e con i rischi senza precedenti per i diritti umani. "Siamo alla vigilia di un cambiamento irreversibile, che non riguarderà solo noi, ma anche le generazioni future dell'umanità", ha affermato in una lettera indirizzata agli Stati e agli sviluppatori di intelligenza artificiale.

"L'attuale corsa verso un'intelligenza artificiale sempre più potente rappresenta un salto verso maggiori rischi esistenziali per ogni aspetto delle nostre vite. I fallimenti che coinvolgono sistemi di intelligenza artificiale - per non parlare di sistemi deliberatamente progettati in tal senso - potrebbero paralizzare i servizi essenziali, frammentare le comunicazioni, destabilizzare le infrastrutture critiche e colpire al cuore stesso delle istituzioni democratiche", ha scritto. Per Türk, il nostro destino dipenderà in gran parte dalle scelte deliberate che vengono fatte ora in merito a come l'Ia viene progettata, implementata e governata.

"I servizi essenziali - ha osservato ancora Türk - vengono automatizzati in modi che lasciano le persone ai margini ancora più indietro. La fame di dati e i nuovi potenti strumenti di sorveglianza stanno erodendo la privacy su vasta scala, potenzialmente in modo irreversibile. Le campagne di disinformazione basate sull'Ia stanno già distorcendo il dibattito pubblico, minando la coesione sociale e mettendo a dura prova le istituzioni democratiche in modi nuovi e insidiosi". L'Alto Commissario ha inoltre sottolineato che gli Stati che ospitano aziende leader nel settore dell'intelligenza artificiale hanno l'obbligo particolare di imporre loro di agire in modo responsabile e di ritenerle responsabili in caso contrario.

Türk ha infine esortato gli Stati a garantire una verifica indipendente e tecnicamente competente delle capacità degli agenti, con accesso a modelli, documentazione e ambienti di test, e a imporre una costante due diligence in materia di diritti umani. "Considerata la posta in gioco e la situazione attuale, invito gli Stati e le imprese a mobilitarsi con urgenza - è l'esortazione - attraverso i forum multilaterali per tracciare un percorso d'azione volto a regolamentare i modelli di intelligenza artificiale avanzati e di frontiera, fondati sul diritto internazionale in materia di diritti umani".

Ti potrebbe interessare

videovideo