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Brexit, Europarlamento boccia proposta inglese per status cittadini Ue in Gb

"Da Londra offerta ben lontana da quello a cui hanno diritto i cittadini dellʼUnione". Necessari accordi chiari su cittadinanza e finanza

Brexit, Europarlamento boccia proposta inglese per status cittadini Ue in Gb

Una proposta arrivata come una "doccia fredda" che rischia di creare una cittadinanza di "seconda classe" per gli europei nel Regno Unito e perpetua una "preoccupante e costante incertezza". Così l'Europarlamento boccia la proposta sullo status dei cittadini Ue in Gb post-Brexit avanzata da Londra. I gruppi politici minacciano di porre il veto a qualsiasi accordo non basato sulla piena reciprocità.

Nel documento sottoscritto dai presidenti dei quattro principali gruppi politici dell'assemblea di Strasburgo e dai componenti del gruppo incaricato di seguire il dossier Brexit, si evidenzia che a fronte della "reciprocità e parità di trattamento" proposta dall'Ue, da Londra è giunta un'offerta "ben lontana da quello a cui hanno diritto i cittadini dell'Unione" in Gran Bretagna. Nella nota si rileva inoltre come "a più di un anno dal referendum sulla Brexit, la proposta britannica lascia parecchie domande senza risposta". Questioni che riguardano gli studenti, i medici, i lavoratori frontalieri nonchè la data limite in base alla quale i cittadini Ue avranno un trattamento piuttosto che un altro.

Accordo di recesso chiaro su cittadinanza e finanza - "All'inizio del 2019 - si legge ancora nel documento - i deputati al Parlamento Europeo diranno l'ultima parola sull'accordo Brexit. Nei prossimi mesi, lavoreremo a stretto contatto con il negoziatore dell'Unione Europea e i 27 stati membri per aiutare a orientare i negoziati. Il nostro auspicio è quello di ottenere un ambizioso e progressivo accordo di recesso, ma vogliamo sia chiaro che un progresso sufficiente - soprattutto in materia di cittadinanza e accordo finanziario - è necessario prima di poter definire il nuovo rapporto tra l'Unione Europea e il Regno Unito. Il calendario dei negoziati termina il 30 marzo 2019 e non approveremo alcuna estensione di questo termine, perchè ciò implicherebbe lo svolgimento delle elezioni europee nel Regno Unito nel maggio 2019. Una situazione semplicemente impensabile".

Rafforzare i diritti - "L'Unione europea ha la comune missione di ampliare, rafforzare ed espandere i diritti, non di ridurli. Non avalleremo mai - affermano gli europarlamentari - il ritiro retroattivo di diritti. Il Parlamento europeo si riserverà il diritto di respingere qualsiasi accordo che tratti i cittadini dell'UE, indipendentemente dalla loro cittadinanza, in modo meno favorevole di quanto non lo siano attualmente. Per noi - concludono - si tratta di una questione di diritti e valori fondamentali di base, che stanno al centro del progetto europeo".

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