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Board of Peace, Tajani: "La mia presenza non è un capriccio italiano"

Il vicepremier a margine della prima riunione del Consiglio della pace: "Significa che c'è attenzione europea"

19 Feb 2026 - 19:46
 © Afp

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Il fatto che oggi, alla prima riunione del Consiglio di pace, ci fosse la maggioranza dei Paesi dell'Unione europea più la Commissione europea, più Paesi come la Gran Bretagna, "significa che c'è un'attenzione da parte dell'Europea, non è un capriccio italiano". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della prima riunione del Board of Peace per Gaza in cui l'Italia ha un ruolo di Paese osservatore. "Non c'è stato nessun attacco alle Nazioni Unite", ha aggiunto Tajani, sottolineando che sia dalle parole di Trump sia delle parole di Rubio "c'è la voglia di applicare la risoluzione delle Nazioni Unite sulla pace in Palestina. Quindi si va nella giusta direzione".

"Noi crediamo nelle relazioni transatlantiche" e "il rapporto è con gli Stati Uniti. Guai a dire noi siamo amici degli Stati Uniti solo se ci stanno i governi che ci piacciono. Con Rubio c'è una perfetta sintonia ma questo non significa mai piegare la testa, se siamo d'accordo diciamo che siamo d'accordo ma se non lo siamo lo diciamo", ad esempio sulla Groenlandia. "Quindi nessuno pensi che siamo a scodinzolare a casa di qualcuno. Anche tutte le polemiche fatte dalla sinistra in questi giorni sono dimostrate assolutamente infondate: quando la maggioranza dei Paesi europei partecipa a quello che vediamo oggi vuol dire che avevamo ragione noi, saremmo stati isolati se non ci fossimo andati", ha sottolineato Tajani. 
 

"Noi partecipiamo come osservatori e mi pare che oggi siano emerse una serie di proposte concrete, non è certamente un 'business board', ci sono delle proposte politiche per costruire la pace in Medio Oriente e noi vogliamo essere protagonisti della costruzione della pace perché è sempre stato il nostro obiettivo in questi anni e poi abbiamo anche interessi concreti, anche economici". Per poi aggiungere: "Non possiamo non tenere conto dell'importanza di proposte che devono portare alla pace. D'altronde è l'unica reale proposta che c'è sul tavolo per costruire la pace in Medio Oriente, se ce ne fossero altre le valuteremmo, ma adesso c'è soltanto questa di proposta completa e mi pare che tutte le grandi protagoniste della situazione in Medio Oriente - l'Arabia Saudita, Qatar, Emirati, Egitto, Giordania - sono tutte lì a partecipare e a dire la loro, quindi mi pare che sia giusto che anche l'Italia sia presente".