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Start, Senato Usa ratifica trattato

22 Dic 2010 - 21:21
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Il Senato degli Stati Uniti ha ratificato, con una ampia maggioranza (71 voti contro 26, oltre la maggioranza qualificata di due terzi necessaria) il Trattato Start Usa-Russia sul disarmo nucleare. Per diventare legge il provvedimento richiede ora la firma definitiva del presidente Barack Obama. Il voto è stato un po' più sofferto del previsto, perché numerosi senatori repubblicani, in particolare contrari, hanno preso a lungo la parola.

Il trattato, siglato da Obama e dal presidente russo Dimitry Medvedev lo scorso aprile, ridurrà a non più di 1550 le armi atomiche strategiche a disposizione di ciascuna delle due superpotenze nei prossimi sette anni.

Obama: "Potente segnale al mondo" 
Soddisfazione del presidente Barack Obama per il quale la ratifica rappresenta "il più significativo accordo sul disarmo di questi ultimi anni", mentre l'intesa raggiunta tra maggioranza ed opposizione "rappresenta un potente segnale bipartisan inviato al mondo".

Lavrov: "Bene, ma studiamo testo ratifica"
Anche Mosca esprime soddisfazione per la ratifica. Il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha accolto con favore la decisione, puntualizzando che "alla Russia occorrerà tempo" per valutare i documenti e procedere con l'approvazione.

(Nella pagina seguente i punti del Trattato)

IL NUOVO START

Il Trattato sul disarmo nucleare, firmato nell'aprile scorso a Praga da Usa e Russia, stabilisce un tetto di 1550 testate nucleari operative e 700 vettori nucleari per ognuno dei due Paesi. La durata del nuovo accordo, che sostituirà lo Start1 scaduto il 5 dicembre 2009, è di 10 anni.

Gli accordi START
Acronimo dell'inglese Strategic Arms Reduction Treaty, sono i trattati internazionali con cui Stati Uniti e Russia hanno ridotto gli arsenali delle testate atomiche.
START I - Il primo trattato START (l'unico effettivamente in vigore e scaduto il 5 dicembre 2009) fu siglato il 31 luglio 1991, cinque mesi prima del crollo dell'Unione Sovietica, tra George H.W. Bush e Mikhail Gorbaciov. L'accordo proibiva ai firmatari di detenere piu' di 6.000 testate nucleari e massimo 1.600 ICBM, missili balistici intercontinentali posizionati indifferentemente a terra, lanciati da sottomarino o a bordo dei bombardieri strategici.

Lo START è stato il più vasto e il più complesso trattato di controllo sulle armi atomiche, e, con la sua revisione finale nel tardo 2001, ha comportato l'eliminazione dell'80% delle armi nucleari in circolazione. Il trattato prevedeva limiti anche al numero di armi e mezzi di cui ogni nazione poteva dotarsi: 6.000 caccia, 10.000 carrarmati. 20.000 cannoni e 2.000 elicotteri di attacco. Tutti numeri rimasti sulla carta. Il trattato rimane oggi in vigore con le nazioni di Russia, Bielorussia, Kazakhstan e Ucraina. Questi ultimi tre paesi hanno da allora azzerato completamente il loro potenziale offensivo nucleare.

START II - Il trattato è stato siglato nel gennaio 1993 tra il presidente statunitense George H. W. Bush e quello russo Boris Eltsin. Con esso è stato bandito l'uso dei MIRV (Multiple independently-targetable reentry vehicle, i missili in grado di trasportare più testate nucleari indipendenti, fino a un massimo di 10). Ratificato dapprima nel gennaio 1996 dal senato degli Stati Uniti, il trattato e' rimasto in sospeso per alcuni anni alla Duma russa, la ratifica fu rinviata ripetutamente in segno di protesta contro gli interventi militari statunitensi in Iraq e in Kosovo, nonché contro l'espansione nell'Europa orientale della NATO.

Col passare del tempo il trattato perse di interesse per le parti; gli Stati Uniti iniziarono a premere per una modifica del trattato ABM per poter sviluppare una tecnologia anti-missile (il cosiddetto "scudo spaziale"), modifica che vide il netto rifiuto russo. Il 14 aprile 2000 la Russia ratificò il trattato vincolandolo all'intoccabilità del trattato ABM, che fu invece "denunciato" da Bush figlio il 13 giugno del 2002.

SORT - Lo START II è  stato ufficialmente superato dal trattato SORT, siglato dai presidenti George W. Bush e Vladimir Putin il 24 maggio 2002, col quale le parti abbandonano la logica dei trattati precedenti - con le loro accurate limitazioni al numero di armi specifiche - e impegnano invece entrambi i loro stati ad una riduzione unilaterale indipendente del numero totale delle testate. Il limite previsto è di 2.000 testate a testa entro il 31 dicembre 2012. 

Attuali arsenali - Gli Stati Uniti hanno circa 10.000 testate nucleari totali di cui 3.696 strategiche e le rimanenti tattiche. La Russia ne ha rispettivamente 4.236 strategiche altre 10.000 tattiche. Non tutti gli ordigni sono effettivamente operativi: molti sono di fatto tenuti "in naftalina" e la loro manutenzione è così costosa che la loro riduzione, oltre che un passo concreto verso la riduzione del rischio atomico, e' anche un affare economico per Mosca e Washington.