Con le sue dichiarazioni contro la Francia, la commissaria europea Viviane Reding ha sbagliato. A difendere il governo Sarkozy è il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che spiega come la Reding "avrebbe fatto meglio a trattare l'argomento in privato con i dirigenti francesi, prima di esprimersi pubblicamente". Il premier ha anche sottolineato di sostenere la politica di Sarkozy in Europa, al G8 e al G20.
"Speriamo che la convergenza italo-francese aiuti a scuotere l'Europa e ad affrontare il problema (dei rom e dell'immigrazione, ndr) con politiche comuni'', ha detto il presidente del Consiglio in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro, suggerendo di ''aggiungere questo tema al Consiglio europeo per parlarne tutti insieme e trovare una posizione comune''.
"Questo problema dei rom non è soltanto francese - ha spiegato il premier -. Riguarda tutti i Paesi d'Europa. Bisogna dunque aggiungere questo tema al Consiglio europeo per parlarne tutti insieme e trovare una posizione comune''. ''D'altra parte - ha aggiunto Berlusconi - la questione dei rom non è l'unica che si pone all'Europa: c'è anche l'immigrazione clandestina. L'Italia è particolarmente esposta a causa dell'estensione delle sue coste, ma l'Europa non ha ancora capito che non si tratta di un problema unicamente francese o italiano, greco o spagnolo. Il presidente Sarkozy, invece, ne è pienamente consapevole. Speriamo che la convergenza italo-francese aiuti a scuotere l'Europa e ad affrontare il problema con politiche comuni''.
Reding: "La 2a guerra mondiale non c'entra nulla"
L'espulsione dei rom dalla Francia non ha niente a che vedere con quanto successo durante la seconda guerra mondiale. E' quanto affermato dalla vicepresidente della Commisione Ue, Viviane Reding, che tornando sulla polemica in atto ha aggiunto: ''Mi rammarico per le interpretazioni che spostano l'attenzione da un problema che bisogna invece risolvere ora''. La commissaria lussemburghese ha aggiunto: ''Non ho avuto in alcun caso stabilire un paragone tra la seconda guerra mondiale e le azioni di oggi del governo francese''.
Parigi: "Accettiamo le scuse"
L'Eliseo ''prende atto'' delle "scuse'' della commissaria Ue Viviane Reding per le sue ''parole grosse''. Lo si legge in un comunicato.
Merkel: "Concordo con la Reding, ma non sui toni"
Il cancelliere tedesco Angela Merkel è d'accordo con la commissaria alla giustizia Viviane Reding sulla sostanza, ma non sui toni usati. Lo ha detto la Merkel parlando con i giornalisti al meeting del Ppe, alla vigilia del vertice Ue. ''Trovo che la Commissione Ue abbia ragione sul fatto che si deve valutare se gli gli Stati membri agiscano con basi legali nell'applicazione del trattato europeo'', ha premesso la Merkel. ''Penso però che il tono adottato dalla commissaria Reding e in particolare il paragone storico fatto non siano stati adeguati. Spero che si ritrovi il bon ton'', ha concluso la cancelliera.
Usa: "Si rispettino i rom"
Washington ha invitato il governo francese e quello di altri paesi a ''rispettare i diritti dei rom''. Lo rende noto alla Afp una fonte anonima del Dipartimento di Stato americano. "Ignoro se abbiamo affrontato la questione con la Francia - ha spiegato la fonte - ma, con tutta evidenza, i diritti dei rom sono fondamentali per noi, ed invitiamo la Francia ed altri paesi a rispettare i loro diritti". Il segretario di Stato Hillary Clinton aveva ricordato nel maggio scorso che il diritto dei rom rimane una delle priorità dell'Amministrazione del presidente Usa Barack Obama, in un messaggio diffuso in occasione della giornata internazionale dei rom.
Presidenza Ue: "Francia rispetti diritti"
L'Unione europea deve garantire che la Francia rispetti i diritti. Lo afferma la presidenza dell'Ue riferendosi alla vicenda dell'espulsione dei rom.
Vertice Ue a Bruxelles
La questione dell'espulsione dei rom da parte della Francia sarà sicuramente affrontanta a Bruxelles nell'atteso vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione Europea, che è appena cominciato.
