"Se in Florida bruceranno il Corano, noi colpiremo tutti i cristiani, anche se sono innocenti". L'annuncio di una immediata ritorsione all'iniziativa del reverendo Jones arriva un portavoce dei talebani in Afghanistan, che spiega come "Il Corano è il nostro libro sacro e non vogliamo che nessuno lo bruci". In previsione di una reazione il Dipartimento di Stato Usa aveva già allertato tutte le ambasciate americane nei Paesi islamici.
L'avvertimento degli Stati Uniti è rivolto anche a tutti i cittadini americani che intendono recarsi all'estero. Il timore è che ci possano essere dimostrazioni anti-americane "in molti Paesi". "Dimostrazioni, alcune violente, sono già avvenute in diversi Paesi, inclusi Afghanistan e Indonesia, in risposta alle notizie diffuse dai media sulle intenzioni della pastore americano", afferma il "travel alert" del dipartimento di Stato. "Il potenziale per altre proteste e dimostrazioni resta alto", afferma l'ammonimento.
Allerta anche dall'Interpol
Il primo allarme era scattato nel pomeriggio di giovedì, quando l'organizzazione di cooperazione fra le polizie, Interpol, aveva lanciato un'allerta globale ai suoi 188 Paesi membri. L'Interpol ha segnalato una "forte possibilità di attacchi violenti": se il progetto di Jones andasse a termine, ha evidenziato l'organizzazione, potrebbe scatenare un'ondata di attentati in tutto il mondo.
Casa Bianca potrebbe chiamare il pastore
L'amministrazione Obama sta esaminando la possibilità di entrare in contatto con il pastore che vuole bruciare copie del Corano in occasione dell'anniversario dell'11/9. "Sono in corso discussioni nel governo sulla possibilità di assumere questa iniziativa - ha detto nel suo briefing quotidiano il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs -. Non so se è stata presa una decisione definitiva in materia". Il presidente degli Stati Uniti era già intervenuto sulla questione, definendo l'iniziativa "deleteria".
