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Spie russe si dichiarano colpevoli

08 Lug 2010 - 19:35
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Le spie russe arrestate il mese scorso hanno accettato di dichiararsi colpevoli. La dichiarazione è stata ufficializzata in un tribunale Federale dello Stato di New York. La corte federale ha ordinato subito dopo la loro "immediata espulsione". In cambio, l'Svr, lo spionaggio russo, libererà quattro persone.

La scarcerazione degli agenti è stata la mossa iniziale di uno scambio organizzato tra Washington e Mosca. 

Russia libera 4 agenti
In cambio delle spie, la Russia infatti è pronta a liberare quattro persone. Lo ha scritto il pubblico ministero americano incaricato del caso, in una lettera inviata al giudice federale newyorchese Kimba Wood che ha deciso l'espulsione. Tra gli agenti rilasciati vi è forse Igor Sutyagin, incarcerato con l'accusa di essere uno 007 statunitense, e che si troverebbe già a Vienna.

I tre che operavano sotto la vera identità, l'americana Vicky Pelaez, e i russi Anna Chapman e Mikhail Semenko, hanno riconosciuto di essere "agenti della Federazione Russa". Gli altri sette, dopo avere ammesso anch'essi che lavoravano per Mosca, hanno rivelato i loro veri nomi: Richard e Cynthia Murphy si chiamano in realtà Vladimir e Lydia Guryev, Michael Zottoli e Patricia Mills sono Mikhail Kutsik e Natalia Pereverzeva, Donald Heathfield e Tracey Lee Ann Foley si chiamano Andrey Bezrukov e Elena Vavilova. Infine, il vero nome di Juan Lazaro, il compagno della Pelaez, è Mikhail Anatonoljevich Vasenkov.

Usa, scambio deciso per sicurezza Paese
Gli Stati Uniti hanno indicato che lo scambio di spie con la Russia è stato deciso per motivi di sicurezza nazionale e per ragioni umanitarie, sottolineando che i dieci agenti russi espulsi non rappresentavano alcun interesse strategico per Washington. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner. "Si è deciso che una decisione rapida e globale della questione doveva essere trovata per ragioni di sicurezza nazionale e umanitarie. L'imprigionamento prolungato dei dieci agenti non sarebbe servito a nessun interesse nazionale".