Iran, Corea del Nord, Afghanistan, Medio Oriente e clima: sono questi i punti chiave della bozza del documento finale del G8 del Canada. Il summit, si legge, "si svolge mentre il mondo inizia la sua fragile ripresa dalla più grande crisi economica da generazioni". Ora il compito è di costruire "società più sicure, eque, partecipative e sostenibili". Al G20, invece, pare scontato il "no" alla proposta di tassare le trasnazioni finanziarie.
Il tema dell'economia globale, con la proposta della tassazione delle transazioni finanziarie, sarà infatti sul tavolo del G20, ma secondo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "appare scontato che non troverà approvazione". Una previsione che pare trovare conferma anche nelle parole del cancelliere tedesco, Angela Merkel, la quale ha spiegato che "sfortunatamente non c'è una posizione comune del G20", ma "l'Unione Europea la considerera per l'Europa". Un'indicazione confermata anche da Berlusconi, che ha spiegato come "è una tassa che i singoli Paesi sono liberi di imporre, è stata data dall'Europa un'indicazione che tutti i Paesi la impongano, soltanto la Cecoslovacchia ha voluto segnare la sua contrarietà: io non ho ritenuto di farlo perché non esssendosi determinato la misura, può essere anche dello 0,00000001%". Il premier ha poi nuovamente sottolineato la solidità del sistema creditizio italiano: "Il nostro è il sistema più solido d'Europa per loro merito (degli istituti di credito, ndr), ma anche per merito dei risparmi delle famiglie italiane".
E intanto Tim Geithner, segretario al Tesoro Usa (Paese dal quale è partita la crisi economica mondiale, con lo scoppio della bolla speculativa sui mutui subprime), commenta le proposte europee sottolineando che il Vecchio Continente si sta muovendo verso una maggiore trasparenza del sistema finanziario, e che proprio ora che l'economia globale sta emergendo "dai fuochi della crisi", le cui "cicatrici sono ancora con noi", il vertice del G20 "deve essere fondamentalmente sulla crescita" e sull'impegno nell'adozione di politiche per far sì che la ripresa economica non deragli.
Più propriamente politici che economici, invece, i temi del G8 canadese inseriti nella bozza di dichiarazione finale. Gli otto grandi della Terra hanno rivolto un appello alla Repubblica islamica affinché promuova "il rispetto dello stato di diritto e della libertà di espressione" e hanno condannato l'affondamento da parte di Pyongyang della corvetta sudcoreana il 26 marzo. Sul capitolo Afghanistan, i leader del G8 hanno chiesto al governo di Kabul che alla conferenza di luglio vengano mostrati agli alleati progressi tangibili nell'assunzione di una maggiore responsabilità nella sicurezza del Paese. Per quanto riguarda il Medio Oriente, gli otto grandi hanno lamentato "la perdita di vite umane e le ferite inferte negli episodi a largo delle coste di Gaza il 31 maggio", durante il blitz israeliano contro la Mavi Marmara. I leader del G8 si sono inoltre appellati ad Hamas per la liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit, da quattro anni nella mani dell'organizzazione islamica che controlla la Striscia di Gaza.
Ecco, nel dettaglio, il testo della bozza nei suoi punti fondamentali.
IRAN
"Esortiamo il governo dell'Iran a rispettare le regole del diritto e la libertà di espressione, come sottolineato nei trattati internazionali a cui l'Iran aderisce. L'adozione, da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, della risoluzione 1929 riflette le preoccupazioni della comunità internazionale circa la questione nucleare iraniana ed esortiamo tutti gli Stati ad attuarla pienamente. Siamo profondamente preoccupati per la continua mancanza di trasparenza dell'Iran riguardo alle sue attività nucleari e alle sue manifeste intenzioni di continuare ed espandere l'arricchimento di uranio incluso fino a quasi il 20% in contrasto con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei Governatori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Esortiamo l'Iran a tenere conto delle disposizioni del Consiglio di Sicurezza e dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica e ad attuare le pertinenti risoluzioni, così da ripristinare la fiducia della comunità internazionale nella natura pacifica del suo programma nucleare. Plaudiamo a tutti gli sforzi diplomatici compiuti in tal senso, incluse le azioni intraprese di recente dal Brasile e dalla Turchia sulla questione specifica del reattore per la ricerca di Teheran". Grande preoccupazione, dunque, dal G8, sulla situazione iraniana: una preoccupazione sottolineata anche dall'amministrazione Obama, che dopo aver espresso apprezzamento per le misure aggiuntive adottate dall'Europa contro Teheran oltre alle sanzioni dell'Onu, ha comunque spiegato come gli otto grandi "non hanno chiuso la porta al dialogo".
COREA DEL NORD
"Deploriamo l'aggressione del 26 marzo che ha provocato l'affondamento della corvetta Cheonan, con la conseguente tragica perdita di 46 vite umane. Questo incidente rappresenta una sfida per la pace e la sicurezza e la regione e non solo. Facciamo appello a misure appropriate contro i responsabili dell'aggressione in linea con la Carta delle Nazioni Unite e con quanto previsto dal diritto internazionale". Un punto, questo, per il quale la Casa Bianca ha espresso la propria soddisfazione, spiegando che si tratta di "una chiara condanna" nei confronti dell'atteggiamento di Pyongyang.
AFGHANISTAN
"La Conferenza di Kabul di luglio fornirà al governo dell'Afghanistan un'occasione importante per presentare i suoi dettagliati programmi e mostrare progressi tangibili nell'attuazione degli impegni assunti con il comunicato della Conferenza di Londra del gennaio 2010: tra questi, le misure atte a contrastare la corruzione, a far fronte alla produzione illecita e al traffico di stupefacenti, a migliorare la situazione dei diritti umani, a incrementare la fornitura di servizi di base e migliorare la governance, a compiere progressi concreti nel rafforzamento del sistema di giustizia formale e a espandere le capacità delle forze di sicurezza nazionali afgane cosi' che possano assumere responsabilità di sicurezza via via maggiori nell'arco dei prossimi cinque anni".
MEDIO ORIENTE
"Accogliamo con favore i negoziati di prossimità tra palestinesi e israeliani ed esortiamo le parti a creare condizioni favorevoli ai negoziati diretti, così da pervenire alla creazione di uno Stato palestinese indipendente, contiguo e autosufficiente, che viva fianco a fianco con Israele e con gli altri vicini in pace e sicurezza. Sosteniamo il diritto di Israele all'autodifesa. Tuttavia, lamentiamo profondamente la perdita di vite umane e le ferite inferte negli episodi a largo delle coste di Gaza il 31 maggio. Plaudiamo alla decisione del governo israeliano di istituire una commissione pubblica indipendente per indagare su questi eventi, con una partecipazione internazionale, nella speranza che essa possa far luce sui fatti legati a questo tragico incidente in linea con la Dichiarazione del Presidente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 1 giugno. Esortiamo tutte le parti a lavorare di concerto per attuare la risoluzione 1860 e assicurare il flusso di persone e di beni umanitari e commerciali per e da Gaza. Gli attuali assetti non sono sostenibili e devono essere cambiati. Plaudiamo all'annuncio di una nuova politica nei confronti di Gaza da parte del Governo israeliano come a un positivo sviluppo. Richiediamo l'immediato rilascio del soldato israeliano rapito Gilad Shalit". A questo proposito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto sapere come "ci sono speranze che entro due mesi possano avviarsi negoziati diretti" fra isreaeliani e palestinesi allo scopo di arrivare a una soluzione del conflitto. "Abbiamo esaminato ciò che la comunità internazionale può fare per rendere possibile questi negoziati e per poter prevedere una loro soluzione positiva di questi negoziati", ha proseguito, ricordando che "l'incidente con la nave turca ha diffuso nell'opinione pubblica mondiale un sentimento anti-israeliano", ma che "nonostante questo, anche per le continue pressioni cui ho partecipato anch'io, anche la Lega Araba ha manifestato la sua volontà di sostenere l'inizio di questi negoziati".
CLIMA
"Il cambiamento climatico rimane la più importante questione ambientale. Come concordato a L'Aquila, riconosciamo il punto di vista degli scienziati secondo cui l'aumento delle temperature globali deve restare al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli pre-industriali. Per raggiungere quest'obiettivo, si rendono necessari tagli profondi delle emissioni globali. Una siffatta sfida globale esige una risposta globale: per questo auspichiamo che tutti i paesi si uniscano a noi nell'obiettivo di ridurre di almeno il 50% le emissioni globali entro il 2050".
