Vogliono democrazia, si dimettono
Hong Kong, protesta di 5 parlamentari
Vogliono la democrazia e per protesta si dimettono. A rinunciare al loro mandato sono stati cinque deputati dell'opposizione del Parlamento di Hong Kong, che chiedono riforme democratiche. Si tratta di un gesto di polemica contro la lentezza delle riforme in tal senso: i parlamentari locali chiedono in particolare un referendum sul sistema politico di Hong Kong, che è territorio autonomo della Repubblica popolare cinese.
Le dimissioni di questi deputati non sono però un puro gesto di protesta fine a se stessa. La rinuncia all'incarico provoca infatti automaticamente l'organizzazione di elezioni parziali, che si trasformerebbero in un referendum de facto sulla questione del voto diretto.
Attualmente, solo la metà dei 60 deputati del Consiglio legislativo di Hong Kong, vale a dire una sorta di mini Parlamento, vengono eletti a suffragio diretto. Una commissione filo-Pechino, composta da 800 membri, controlla la nomina degli altri deputati e sceglie il capo dell'esecutivo di Hong Kong.
Pechino ha fissato per il 2017 le prime elezioni democratiche del capo dell'esecutivo e al 2020 quelle del Consiglio legislativo. Il primo gennaio diverse migliaia di persone hanno partecipato a una marcia in favore della democrazia, chiedendo elezioni a suffragio universale già al prossimo appuntamento elettorale del 2012.
