Tre morti e oltre 160 gli arresti
Cresce la tensione in Iran dopo il risultato delle elezioni che hanno dato vincente il presidente Mahmoud Ahmadinejad. Nella capitale Teheran la polizia fronteggia i manifestanti del partito riformista di Mir Hossein Mussavi, uscito sconfitto dalle urne. E' trapelata la notizia che lo stesso Mussavi sia stato arrestato, ma la polizia ha smentito. Per Ahmadinejad le "proteste non sono importanti". Finora ci sono 3 morti e oltre 160 persone arrestate.
19.00 Oscurata la Bbc
Giro di vite contro la stampa internazionale a Teheran. Una forte interferenza elettronica proveniente dall'Iran ha bloccato le trasmissioni della Bbc in farsi. Lo ha reso noto il sito web della stessa emittente britannica. Due giornalisti olandesi e due belgi sono stati invece fermati dalla polizia mentre stavano riprendendo immagini degli scontri tra la polizia e i manifestanti a Teheran.
18.51 Ahmadinejad: le elezioni più pulite
Il presidente iraniano ha detto oggi pomeriggio a migliaia di sostenitori radunati nel centro di Teheran che le elezioni che ha vinto sono state "le più pulite" e che il loro risultato, contestato dal suo principale avversario, Mir Hossein Mussavi, non è stato falsato.
18:24 In piazza per Ahmadinejad
Decine di migliaia di persone hanno affollato le strade del centro di Teheran oggi per celebrare la rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad. E' quanto riporta la Bbc sul suo sito su cui ha pubblicato anche un video dei festeggiamenti.
18.09 - La protesta si estende a macchia d'olio
Le proteste dopo l'annuncio della vittoria del presidente Ahmadinejad nelle presidenziali in Iran, da Teheran si estendono ad altre città. Secondo il Guardian online, i sostenitori dello sconfitto Mir Hossein Mussavi, sono scesi in piazza anche a Tabriz e Orumieh, a Hamadan (nell'ovest), a Rasht (nord), ad Ahvaz, vicino al confine con l'Iraq e a Isfahan (centro). A Isfahan, arrestati alcuni studenti universitari che avevano incendiato mobili.
16.05 - Mussavi chiede annullamento elezioni
L'ex candidato moderato alle presidenziali iraniane, Mir Hossein Missavi, ha chiesto formalmente l'annullamento delle elezioni. "Oggi ho presentato ufficialmente la mia richiesta al Consiglio dei Guardiani di annullare il risultato del voto", afferma in un comunicato Mussavi, chiedendo allo stesso tempo ai suoi sostenitori di "continuare le proteste a livello nazionale in modo pacifico e legale". Il Consiglio dei Guardiani, la corte costituzionale iraniana, controllata dai conservatori, ha il compito di sovrintendere alla regolarità delle elezioni, oltre che di selezionare i candidati.
15.32 - Usa: "Dubbi su correttezza voto"
Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha espresso dubbi sulla correttezza delle elezioni presidenziali iraniane, aggiungendo che occorrerà un po' di tempo prima di capire se il voto è stato libero e corretto come sostengono le autorità di Teheran. Biden ha parlato dell'Iran durante il talk show domenicale della Nbc, Meet the Press, precisando che la linea di Washington, tesa a impedire il proliferare dell'arma nucleare nel Paese, comunque non cambia.
15.14 - Mussavi: "Fate opposizione pacifica"
Lo sconfitto Mir Hossein Mussavi ha esortato con una nota i suoi sostenitori ad esprimere "pacificamente" la loro "opposizione" all'esito del voto.
14.32 - Ahmadinejad: "Proteste come dopo partita".
Le proteste di questi giorni a Teheran contro il risultato delle elezioni presidenziali sono come quelle che seguono a "una partita di calcio", ma alla fine "le persone sono amiche le une con le altre". Lo ha detto in conferenza stampa il presidente Mahmud Ahmadinejad, ufficialmente rieletto nella consultazione di venerdì.
14.18 - Ahmadinejad: "Proteste non importanti"
Le proteste di chi ha messo in dubbio la correttezza delle elezioni in Iran "non sono importanti" e "non provocheranno alcun problema". Lo ha detto il presidente rieletto Mahmud Ahmadinejad. "In Iran - ha aggiunto Ahmadinejad - c'è assoluta libertà e le elezioni sono state pienamente corrette".
14.06 - "Chi osa attaccarci se ne pentirà"
Qualsiasi paese oserà attaccare l'Iran se ne pentira' profondamente. Lo ha affermato il leader libico, Mahmoud Ahmadinejad. "Chi osa attaccare l'Iran? Chi osa pensarci?" ha detto il presidente rispondendo a una domanda dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa.
14.03 - 160 arrestati in scontri
Il capo della polizia iraniana, Ahmad-Reza Radan, ha detto che 160 persone sono state arrestate negli scontri di piazza avvenuti ieri a Teheran: tra queste, 50 sarebbero fra gli "organizzatori" dei disordini.
13.49 - Governatore Teheran: "Mussavi responsabile scontri"
Il governatore generale e responsabile per la sicurezza di Teheran, Morteza Tamaddom, ha detto che l'ex candidato moderato alle presidenziali Mir Hossein Mussavi è il "responsabile" degli incidenti avvenuti nella capitale fra suoi sostenitori e le forze di sicurezza.
13.39 - Ahmadinejad: "Nucleare appartiene al passato"
La questione del nucleare iraniano "appartiene al passato": lo ha detto il presidente Mahmud Ahmadinejad, confermando così che non ci sarà alcun cambiamento nella politica nucleare di Teheran durante il suo secondo mandato.
13.30 - Francia preoccupata: "Inutile brutalità"
La Francia si dice molto preoccupata per la situazione in Iran: lo ha detto il ministro degli Esteri, Bernard Kouchner, sottolineando che la "brutale" repressione degli oppositori chiude la porta al dialogo. "La brutalità e lo sviluppo militare senza fine non porteranno a nessuna soluzione", ha detto Kouchner dopo aver incontrato l'inviato speciale Usa per il Medio Oriente, George Mitchell, a Parigi.
12.25 - Chiuso ufficio tv al Arabiya
Le autorità iraniane hanno chiuso per una settimana l'ufficio di Teheran della rete satellitare araba al Arabiya. Lo riferisce il sito dell'emittente televisiva, aggiungendo che alla rete non è stata fornita nessuna spiegazione per la chiusura.
12.23 - Gemania: "Repressione proteste inaccettabile"
"L'azione violenta delle forze di sicurezza contro i dimostranti in Iran è inaccettabile". Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, spiegando che la Germania "continuerà a monitorare la situazione molto attentamente".
12.04 - Attaccate banche e uffici pubblici
Alcune banche, un ufficio della compagnia pubblica delle telecomunicazioni e chioschi per la vendita di giornali sono stati attaccati dai manifestanti in un'area centrale di Teheran. Nelle sedi di tre istituti di credito è stato anche appiccato il fuoco.
11.47 - Figlio scià: appello a disobbedienza civile
Il figlio dello scià deposto dalla rivoluzione islamica ha lanciato un appello alla comunità internazionale perché sostenga uno "scenario di disobbedienza civile" in Iran ricordando che un cambiamento nel suo Paese può avvenire solo dall'interno col sostegno estero. "Il fondo del problema è il regime - ha detto - e finché ci sarà questo regime l'Iran non avrà mai l'opportunità di imboccare la via del progresso e dela libertà".
11.45 - Nuovi scontri a Teheran
Nuovi scontri sono scoppiati a Teheran fra i sostenitori del candidato moderato alle presidenziali, Mir Hossein Mussavi, e la polizia in tenuta anti-sommossa. Gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni. Gli incidenti sono avvenuti sulla Piazza Vali Asr, dove nel pomeriggio il presidente proclamato eletto, Mahmud Ahmadinejad, ha in programma un raduno con i suoi sostenitori. Incidenti si erano verificati venerdì fino a tarda notte in diverse aree di Teheran fra migliaia di sostenitori di Mussavi e forze anti-sommossa, appoggiate dai volontari delle milizie islamiche (Basiji).
10.44 - Rilasciati tre dirigenti riformisti
Tre dirigenti del movimento riformista iraniano arrestati venerdì sono stati rilasciati. Tra questi, l'ex vice presidente del Parlamento Mohammad Reza Khatami, fratello dell'ex presidente Mohammad Khatami. Lo ha detto Rajab Ali Mazrui, un dirigente del Mosharekat, il principale partito riformista.
10.05 - Mussavi di fatto agli arresti domiciliari
Mir Hossein Mussavi, il candidato moderato alle elezioni presidenziali, è "praticamente agli arresti domiciliari", perché gli è impedito di avere contatti con attivisti politici. Lo ha riferito Rajab Ali Mazrui, dirigente del principale raggruppamento riformista, il Mosharekat, con cui lo stesso Mussavi avrebbe dovuto avere una riunione poi cancellata.
08.25 - Almeno 100 riformisti arrestati
Almeno cento riformisti iraniani sono stati arrestati nella notte tra sabato e domenica. Tra loro vi è anche il fratello dell'ex presidente Mohammed Khatami. Lo ha dichiarato Mohammed Ali Abtahi, che fa parte del gruppo dei riformisti. £Sono stati portati via dalle loro case nella notte", ha detto Abtahi, aggiungendo di aspettarsi che nelle prossime ore vengano effettuati altri arresti. In particolare, in manette sono finiti Mohsen Mirdamadi, capo del Fronte della partecipazione, vicino all'ex presidente Mohammad Khatami.Mustapha Tadjadeh, ex vice ministro dell'interno, e Mohsen Aminzadeh, ex vice ministro degli Esteri. Si parla anche di Abdollah Ramazanzadeh, già portavoce del governo durante la presidenza del riformista Mohammad Khatami. In carcere sono finiti anche la signora Zohreh Aghajari e Said Shariati, della squadra del candidato moderato Mir Hossein Mussavi.