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Petroliera si spezza nel Mar Nero

1300 tonnellate di petrolio in acqua

11 Nov 2007 - 06:42

A causa di una tempesta nel Mar Nero una petroliera russa si è spezzata in due, lasciando fuoriuscire dalle stive 1.300 tonnellate di greggio, la metà del carico a bordo. La nave, il cui nome è Volga-Neft, era ancorata nel porto di Kavkaz. I 13 membri di equipaggio che erano a bordo della petroliera sono stati tutti tratti in salvo.

L'incidente è avvenuto all'alba di domenica e in un primo momento si era parlato di 2.000 tonnellate di greggio fuoriuscito nel Mar nero, poi il dato è stato corretto in 1.300 tonnellate. "E' un disastro ambientale di proporzioni serie, ci vorranno anni per risolverlo" ha detto il vice capo dell'agenzia statale Rosprirodnadzor.

Il timore di una grave sciagura ambientale è stato espresso da varie organizzazioni ecologiste. ''Siamo di fronte a una grave catastrofe, ci vorra' molto tempo per ripulire il mare inquinato e gli effetti di quanto accaduto si sentiranno anche tra un anno e forse più", ha detto Vladimir Sliviak, il co-presidente del movimento ambientalista russo 'Ekozashcita' (Ecodifesa). "Se il gasolio scende in fondo al mare sarà praticamente impossibile recuperarlo'', ha aggiunto. Preoccupazione anche dal presidente della 'Croce Verde' Serghiei Baranovski, membro dell'Accademia delle scienze naturali russa. ''Il rischio e' grande - ha detto - c'è anche pericolo di inquinamento delle coste".

Altri tre mercantili affondati
Il

mercantile russo Kovel con a bordo un carico di zolfo è affondato nello stretto di Kerch, che unisce il Mar Nero al Mare di Azov, a causa della avverse condizioni atmosferiche. L'annuncio è stato dato dal ministero russo per le situazioni di emergenza citato dall'agenzia Novosti. Dopo la petroliera il Kovel è il terzo mercantile a colare a picco a causa del maltempo che imperversa nella zona.