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Israele, sgominata rete neonazista

Giovani originari dell'ex Urss

09 Set 2007 - 17:24

Gli israeliani sono sotto shock dopo che è stata sgominata una cellula neonazista che operava nella zona di Tel Aviv e aveva legami con organizzazioni straniere di estrema destra. Il gruppo, formato da giovani cittadini israeliani originari dell'ex Unione Sovietica, è responsabile di una serie di aggressioni a ebrei ortodossi e immigrati asiatici avvenute nell'ultimo anno e di svastiche disegnate nelle sinagoghe.

La polizia israeliana ha riferito che si tratta di una rete composta da giovani discendenti di ebrei (ma non considerati tali dal punto di vista religioso), ai quali è attribuita una lunga serie di attacchi contro lavoratori stranieri, ebrei ultraortodossi, omosessuali e punk, scritte filonaziste sui muri e incendi dolosi di sinagoghe.

Tutti gli arrestati risiedono nell'area della città di Petah Tikva, a est di Tel Aviv. Si tratta di giovani che hanno potuto immigrare in Israele assieme ai genitori avvalendosi di una clausola delle Legge del Ritorno che riconosce perfino ai pronipoti di un ebreo il diritto di stabilirsi nel paese e di ottenerne la cittadinanza.

Otto componenti della cellula, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, sono stati arrestati tra il 23 luglio e venerdi' scorso, quando l'ultimo di loro è rientrato dall'estero. In manette è finito anche il presunto capo della cellula, il 19 enne Eli Boatinov, mente del gruppo e reclutatore degli altri oltre che diffusore della propaganda. "Sono un nazista e tale resterò fino alla fine e non avrò pace fino a quando non avremo ucciso tutti" ha affermato Boanitov, secondo gli inquirenti. Mentre un nono componente si trova all'estero ed è latitante.

I media israeliani hanno dato ampio risalto alla notizia. Il giornale più popolare, Yedioth Ahronoth, ha pubblicato in prima pagina la foto di sei degli arrestati che fanno il saluto romano sotto il titolo "Incredibile". "E' difficile credere che possano esistere simpatizzanti dell'ideologia nazista in Israele, ma è un dato di fatto", ha commentato Revital Almog, il poliziotto che ha guidato l'inchiesta partita nel 2006 quando fu trovata una svastica dipinta nella sinagoga di Petah Tivka, a est di Tel Aviv.

Nelle case degli arrestati sono stati scoperti ritratti di Hitler, uniformi naziste, coltelli, pistole e 5 chili di esplosivo. Alcune aggressioni erano state filmate come quella a un tossicodipendente ebreo immigrati dall'ex Urss costretto a inginocchiarsi e a chiedere "perdono alla Russia di essere un ebreo e un rifiuto umano". Altre persone erano in contatto via Internet con la cellula neonazista.

Il caso è entrato tra gli ordini del giorno della riunione di governo. Il ministro dell'Industria e Commercio Eli Ishai ha chiesto l'immediata revoca della cittadinanza e l'espulsione dal paese dei presunti criminali mentre diversi deputati hanno chiesto una revisione in senso restrittivo della Legge del Ritorno per impedire di fare dello Stato ''un rifugio per persone che odiano Israele e gli ebrei''.