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Emergency: "Accuse infamanti"

Messaggio al popolo afghano

11 Apr 2007 - 12:12

Dopo aver deciso di lasciare Kabul, Emergency ha scritto una lettera al popolo afgano per chiarire la sua posizione nella vicenda Mastrogiacomo. "L'atteggiamento del governo afgano e le accuse infamanti che vogliono Emergency vicina ai talebani mettono a rischio la sicurezza dei pazienti e del nostro staff - si legge nel testo - facciamo appello ai cittadini afghani perché ricordino al governo la nostra neutralità".

Emergency ha così deciso di rivolgersi direttamente alla popolazione per spiegare i motivi del suo abbandono. "A seguito delle vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che "fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan" - si legge nel comunicato - facciamo appello ai tanti cittadini afgani che hanno conosciuto il lavoro di Emergency nei Centri Chirurgici di Anabah, di Kabul, di Lashkargah, nel Centro medico e di Maternità del Panjsheer, nelle 25 Cliniche e Posti di Pronto Soccorso, nelle 6 Cliniche all'interno delle prigioni".

Il comunicato ricorda poi come "dal 1999" le strutture sanitarie di Emergency abbiano fornito "assistenza gratuita e di alto livello a oltre 1.400.000 cittadini afgani", e l'associazione si appella proprio a chi è stato curato e alle loo famiglie affinché ricordino "al Governo afgano il carattere umanitario e neutrale del lavoro di Emergency in Afghanistan, volto a fornire cure a tutti, senza discriminazione politica, etnica, di genere, religiosa".

Non manca poi l'accusa al governo Karzai, che starebbe ricorrendo "a ogni mezzo perché Emergency lasci l'Afghanistan: non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh - che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella altrui". 

Per questo lo staff internazionale è stato quindi ritirato anche se le strutture sanitarie, per il momento, continuano a funzionare grazie allo staff afgano. "Se in futuro le strutture di Emergency non saranno più in grado di fornire gli stessi servizi - conclude il messaggio - sappiano i cittadini afgani che la responsabilità è interamente del loro Governo che ha gettato accuse infamanti sulla nostra organizzazione, mettendo a rischio la sicurezza dei nostri pazienti, del nostro staff afgano e internazionale".