mondo

I sequestrati giustiziati

Iraq, da Quattrocchi a Kim Sun-Il

03 Lug 2004 - 21:00

La catena delle esecuzioni di ostaggi occidentali in Iraq si allunga. L'ultima vittima decapitata dai militanti islamici è il caporale Wassef Hassoun, marine Usa di origine libanese. Prima di lui sono stati uccisi con la stessa barbarie il 26enne antennista Usa Nicholas Berg e l'interprete sudcoreano 33enne Kim Sun-Il. Mentre la bodyguard Fabrizio Quattrocchi di Genova e il marine Keith M. Maupin, 20 anni, sono stati finiti da un colpo di pistola al capo.

Il 15 aprile era toccato a Fabrizio Quattrocchi, guardia del corpo civile, ex panettiere di 36 anni, genovese, allergico alla farina, con la passione delle arti marziali e la voglia di mettere su famiglia, addestrato ma mai stato in missione all'estero. Era andato a lavoraer in Iraq per guadagnare il denaro utile per acquistare una casa per sé e la fidanzata Alice. Cercando di togliersi la benda dagli occhi mentre un ribelle gli puntava la pistola al capo, le sue ultime parole furono: "Vi faccio vedere come muore un italiano". 

Il 29 giugno era stata la volta di Keith Matthew Maupin, 20 anni, scomparso quasi tre mesi prima in seguito a un'imboscata al suo convoglio nei pressi di Baghdad. Maupin, di Batavia (Ohio), appartenente alla 724.a compagnia di trasporti, risultava disperso dal 9 aprile scorso. Il 16 aprile, i suoi sequestratori avevano mandato un video ad Al Jazeera, che lo aveva trasmesso. Circondato da uomini armati e mascherati, il giovane soldato diceva di essere venuto "per liberare l'Iraq" ma che in realtà voleva restare con il figlio di dieci mesi. I sequestratori chiedevano il rilascio di alcuni prigionieri e il ritiro delle forze Usa dal Paese.

Nicholas Berg, il primo ostaggio decapitato davanti a una telecamera, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, era antennista civile 26 anni, originario della Pennsylvania. L'uomo era stato fermato dalla polizia irachena e tenuto in carcere un paio di settimane. Pochi giorni dopo il rilascio, un funzionario consolare aveva offerto a Berg un biglietto aereo per tornare negli Usa, ma lui lo aveva rifiutato. "Berg ha detto al funzionario che intendeva recarsi nel Kuwait via terra e da lì si sarebbe messo in contatto con la famiglia", ha riferito la portavoce del Dipartimento di stato, Kelly Shannon. La famiglia di Berg a West Chester, nella Pennsylvania, ha detto di non aver avuto notizie dal proprio congiunto dopo il 9 aprile.

Il 22 giugno è stato decapitato l'interprete sudcoreano di lingua araba Kim Sun-il, di 33 anni. La sua famiglia ha accusato il "maledetto governo" di Seul di averle ucciso il figlio. "Mio figlio è stato ucciso dal governo", ha detto davanti alle telecamere della televisione sudcoreana Shin Youne-Ja, la madre del giovane che doveva tornare a casa a luglio per festeggiare i 70 anni del padre Kim Jon-Kyu. "Maledetto governo - ha dichiarato Shin Young-Ja- che ha deciso di inviare le truppe mentre ci rassicurava sui tentativi di salvare mio figlio". "Ridatemi la vita di mio figlio", ha urlato la madre in lacrime.

Il 18 giugno a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, è stato ucciso con decapitazione da Al Qaeda Paul Marshall Johnson, ingegnere americano ostaggio del gruppo terroristico capeggiato da Osama Bin Laden.