La salma di Quattrocchi alla Cri
Baghdad,resti portati in volo in Italia
La salma di un uomo indicato come Fabrizio Quattrocchi è stata consegnata al commissario straordinario della Croce Rossa italiana a Baghdad, Maurizio Scelli. Un aereo della Cri è partito da Baghdad ed è atterrato a Roma verso le 22 di venerdì, non con il corpo, come si era appreso in un primo momento, ma soltanto con alcuni campioni organici della salma necessari per il riconoscimento. La famiglia Quattrocchi per ora si limita al silenzio.
I campioni di tessuto sono contenuti in un plico diplomatico sigillato dall'ambasciatore italiano in Iraq. Per sapere se i resti sono veramente quelli di Quattrocchi, occorrerà attendere almeno 24 ore. Più precisamente l'esame del DNA sui campioni organici prelevati dai resti richiederà otto ore per una prima comparazione dei materiali analizzati; ventiquattro per un riscontro certo. Lo ha detto Fabrizio Centofanti, esponente della Croce Rossa italiana, dopo essersi consultato con i carabinieri che hanno preso in consegna il materiale.
Gli accertamenti sui resti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Roma che conduce le indagini sul caso Quattrocchi per appurare che effettivamente si tratti del suo cadavere. Non vi è infatti alcuna certezza, è stato fatto notare in Procura, che i resti consegnati siano quelli di Quattrocchi finché non saranno eseguiti esami del Dna. I magistrati avanzano delle riserve tenendo anche conto delle condizioni in cui potrebbe essere stato tenuto il cadavere dopo l'uccisione.
Appena atterrato all'aeroporto di Ciampino l'aereo che trasportava campioni di tessuti prelevati dal corpo, il commissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Scelli si è recato alla Procura di Roma, atteso dal pm Franco Ionta, che coordina l'indagine sull'uccisione del nostro connazionale.
"Non sappiamo nulla" hanno detto i familiari di Fabrizio, da ore in contatto con la Farnesina. Nessun altro commento, per il momento, in attesa di conferme da parte della autorità che, data la delicatezza della situazione e considerate le condizioni della salma, non si sono sbilanciate in dichiarazioni ufficiali.
Dichiarazioni all'insegna della cautela sono arrivate anche da parte dei familiari dei tre italiani ancora nelle mani dei rapitori iracheni. Interpellati, si sono limitati a esprimere la propria vicinanza emotiva alla famiglia Quattrocchi.
