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Le minacce di Bin Laden all'Italia

La prima il 12 novembre del 2002

07 Mag 2004 - 09:50

La nuova minaccia di Bin Laden che avrebbe posto una taglia a chi ucciderà un italiano è soltanto l'ultima di una serie di azioni intimidatorie nei confronti del nostro Paese. Dopo l'11 settembre l'Italia è stata al centro di aperte minacce da parte del leader di Al Qaeda: una il 12 novembre del 2002. La seconda il 18 ottobre scorso (quasi un ultimo monito prima di sferrare l'attacco di Nassiriya), con riferimenti alla guerra ingiusta in Iraq.

In entrambi gli episodi gli esperti avevano ammonito che si trattasse di minacce da non sottovalutare, tenendo ben presente un altro video diffuso da Bin Laden il 3 novembre 2001 in cui il leader fondamentalista aveva accusato gli italiani di essersi spartiti con francesi e inglesi il mondo arabo all'indomani della prima guerra mondiale. Una allusione che non aveva lasciato indifferenti gli esperti dell'antiterrorismo che da allora seguono con attenzione le analisi dei messaggi del capo terrorista da parte dei colleghi americani.

"VOI CI STATE ASSASSINANDO, ORA LO SARETE VOI"
Dopo questo primo campanello di allarme, dell'Italia Bin Laden era tornato a parlare esplicitamente dagli schermi di Al Jazeera il 12 novembre del 2002, riapparendo dopo un lungo silenzio. ''Ci riserviamo il diritto di rispondere nel momento e nel luogo più opportuni'', aveva minacciato, invocando la Jihad contro ''i crociati americani'' e i loro alleati di Italia, Gran Bretagna, Francia, Canada, Germania e Australia. Nel messaggio, rivolto ''ai popoli dei paesi alleati'' degli Stati Uniti, il leader di al Qaeda affermava che ''la cricca della Casa Bianca è composta dai peggiori macellai della nostra era'' e definiva gli attacchi terroristici a Djerba (Tunisia), a Karachi (Pakistan), a Bali, nello Yemen e in Kuwait e la presa di ostaggi a Mosca ''una risposta dei musulmani ansiosi di difendere la loro religione''. ''Come ci state assassinando, così lo sarete anche voi, e come ci bombardate, così lo sarete anche voi'', aveva minacciato Bin Laden. Sul fatto che il messaggio fosse autentico gli esperti dei paesi interessati avevano lasciato ben pochi margini di dubbio: lo stesso presidente Bush aveva detto che le parole del leader di Al Qaeda dovevano ''essere prese molto seriamente''

"GUERRA INGIUSTA. COLPIREMO GLI ITALIANI IN IRAQ"
Poi quasi un anno dopo, il 18 ottobre scorso, è arrivato quello che può essere interpretato come un ultimo avvertimento. Nel nuovo messaggio il riferimento era non più l'Afghanistan ma l'Iraq. ''Ci riserviamo il diritto di rispondere nel momento e nel luogo più opportuni a tutti i Paesi che partecipano a questa guerra ingiusta - aveva detto Bin Laden - in particolare la Gran Bretagna, la Spagna, l'Australia, la Polonia, il Giappone e l'Italia''.  Poco meno di un mese dopo, il 12 novembre, veniva colpita la sede dei carabinieri a Nassiriya. In quell'occasione Bin Laden se l'era presa anche con i paesi islamici che a vario titolo avevano collaborato con gli anglo-americani nella campagna contro Saddam Hussein. ''Non ce ne dimenticheremo'', ha ammonito citando ''il Kuwait in particolare per essere stato la base della guerra terrestre'' contro l'Iraq.

Era da poco più di un mese che il miliardario saudita non lanciava uno dei suoi proclami attraverso Al Jazeera, dai cui schermi era comparso a fianco del suo numero due, Ayman al-Zawahri, alla vigilia del secondo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Nel messaggio lanciato allora Bin Laden aveva avvertito che ''altri martiri'' sono pronti a colpire gli interessi degli Usa sul loro territorio e nel mondo: ''Continueremo a combattervi e proseguiremo con le operazioni suicide dentro e fuori gli Stati Uniti finché non riusciremo a fermare la vostra politica di oppressione e i vostri insensati atti'', aveva detto. Bin Laden se l'era presa anche con i paesi islamici che a vario titolo avevano collaborato con gli anglo-americani nella campagna contro Saddam Hussein. Questo messaggio aveva preceduto di una ventina di giorni il sanguinoso attentato di Riad, in un quartiere abitato da occidentali, poco dopo l'annuncio della chiusura della rappresentanza Usa per motivi di sicurezza. Un attentato compiuto, come quelli di Al Qaeda che l' hanno preceduto nel mondo, con veicoli carichi di esplosivo guidati da terroristi suicidi.