Famiglie ostaggi, gioia e delusione
Felici per il fatto che stiano bene
Attesa prudente per un eventuale esito positivo della vicenda, felicità pacata per la buona salute dei propri cari, ma anche un velo di delusione per non aver ricevuto la tanto attesa notizia della loro liberazione. Queste le reazioni dei familiari degli ostaggi in Iraq, dopo aver ascoltato il nuovo messaggio dei sequestratori, le cosiddette Brigate verdi di Maometto. Tristezza a casa Cupertino, più ottimismo nelle famiglie Agliana e Stefio.
Per i Cupertino si tratta dell'ennesima doccia fredda. Sin dopo le prime notizie di uno spiraglio importante che si sarebbe aperto in vista di un rilascio dei prigionieri nell'abitazione di via Maiorana erano giunti diversi amici e familiari di Umberto.
"Un messaggio positivo" è stato invece il primo commento della famiglia di Maurizio Agliana. Importante l'assicurazione che non verrà fatto del male ai prigionieri, anche se si chiede l'intervento del governo italiano per la liberazione dei prigionieri iracheni nel Kurdistan.
"Almeno sono vivi, ma aspettavamo con ansia la notizia della liberazione", ha laconicamente detto ai giornalisti Angelo Stefio. "Mi ha chiamato la Farnesina e mi ha detto di non seguire tutto quello che viene dai mezzi di informazione, 'abbia fede in noi, hanno aggiunto, non possiamo dire quando e come i ragazzi rientreranno".
