Gb: sospese ricerche armi in Iraq
Ma gli Usa insistono: segnali positivi
Dopo l'uccisione dei sei militari inglesi nel sud-est dell'Iraq, l'esercito del Regno Unito ha dato ordine di sospendere per un periodo di almeno due mesi le ricerche di armi nella zona dell'eccidio. Il provvedimento potrebbe essere esteso anche ad altre aree sotto il controllo britannico. Diverso l'atteggiamento degli Stati Uniti che attraverso la Cia fanno sapere di essere molto vicini al ritrovamento della cosiddetta "pistola fumante".
L'ultimo tassello, per legittimare di fronte all'opinione pubblica internazionale la necessità della guerra, sta per essere messo al suo posto. Almeno secondo uno zelante funzionario della Cia. David Kay assicura alla Cnn che gli Stati Uniti sono ad un passo da ciò che cercavano da tempo.
Il ritrovamento, avvenuto nelle scorse ore, di un sistema centrifugo per lo sviluppo di armi nucleari potrebbe essere soltanto l'inizio di una serie di scoperte fondamentali per giustificare l'attacco al regime di Saddam Hussein. "Il mio sospetto è che presto troveremo in Iraq aree destinate alla produzione di armi chimiche e biologiche", ha detto Kay alla Cnn.
Ma se per la Casa Bianca la soluzione della pratica è soltanto una questione di ore, diversa è l'aria che tira a Londra. La morte degli utlimi sei soldati in Iraq, sta pesando assai negativamente sul dopo-guerra di Blair. L'opinione pubblica ha scaraventato il premier molto in basso negli indici di gradimento, tanto da essere stato superato, per la prima volta durante il suo mandato, dalla compagine conservatrice.
Così è arrivato lo stop perentorio ad altre missioni britanniche alla ricerca di armi proibite. Per i prossimi due mesi i soldati di Sua Maestà resteranno nelle basi dislocate nel sud dell'Iraq, evitando di diventare bersagli per la popolazione esasperata. Resta integro l'appoggio alle scelte politiche di Bush, ma la parola d'ordine che circola a Downing Street è "cautela", soprattutto per evitare altre vittime tra i soldati britannici. Prova evidente che la guerra è tutt'altro che finita.
