Nato a caccia di navi sospette
"Baltic Sky segnalata da noi a Grecia"
Dare la caccia a navi sospette in giro per il Mediterraneo, cariche di armi o esplosivo, destinati a organizzazioni terroristiche. Questo l'obiettivo dell'operazione della Nato Active Endeavour, nata dopo l'11 settembre e che ha portato alla scoperta della Baltic Sky, la nave che nell'Egeo trasportava 680 tonnellate di dinamite. Lo conferma a Tgcom il portavoce dell'operazione Marc Oden: "Abbiamo passato noi l'informazione alle autorità greche".
L'operazione Active Endeavour, che ha base a Napoli ed è condotta dal vice ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte, comandante delle forze navali alleate dell'Europa del Sud (NAVSOUTH), è attiva dal 26 ottobre del 2001. Come racconta a Tgcom il portavoce dell'operazione Marc Oden, da allora esiste un continuo monitoraggio delle attività navali nel bacino del Mediterraneo, parte integrante delle misure volte ad assistere gli Stati Uniti nella lotta al terrorismo dopo gli attacchi dell'11 settembre.
Molti analisti hanno paventato il rischio di attacchi terroristici che utilizzano navi cariche di esplosivo. Ora il ritrovamento della Baltic Sky rilancia l'allarme sulla possibilità che i terroristi utilizzino il traffico mercantile per rifornirsi di armi o materiale per attentati.
Si tratta di rischi reali? Qual è l'arma più efficace per bloccare questi traffici?
L'operazione Active Endeavour nasce come conseguenza dell'allerta terrorismo scatenata dagli attacchi dell'11 settembre e quindi chiaramente si tratta di un rischio che esiste. Abbiamo capito che l'attività più redditizia per contrastare questi movimenti è quella dell'information sharing, cioè mettere a disposizione dei vari governi tutte le notizie disponibili sul traffico navale, allestendo una rete informativa che prevenga attività illegali che si infilino tra le maglie del sistema.
E' stata Active Endeavour a portare all'individuazione della Baltic Sky?
E' stata proprio la tattica dell'information sharing a portare all'individazione della nave. E' partita una segnalazione alle autorità greche, che poi hanno preso in custodia l'imbarcazione e ora hanno in mano la situazione.
Si è parlato di una ventina di navi "fantasma" in giro per il Mediterraneo alle quali dare la caccia.
Si tratta di un numero che può cambiare di volta in volta. Ogni volta che sorgono sospetti su una nave, questa entra nella lista, poi ne esce se le verifiche sono positive. Può accadere anche nel giro di breve tempo. Il sistema è molto flessibile e la mole di informazioni è immensa.
E' quello che è successo ad esempio per il vascello mercantile Nino Star, battente bandiera delle Comore, abbordato da un team della Nato della Task Force Endeavour in acque internazionali, vicino a Cipro il 29 aprile scorso. Oppure il vascello mercantile Dimo, anch'esso delle Comore, abbordato il giorno dopo. L'attività investigativa ha portato a credere che fosse necessario l'abbordaggio per verificare il "manifesto del carico", poi rivelatosi positivo. Sono già oltre 30mila i mercantili controllati finora. Testimonianza di un'attività intensa contro sospette attività terroristiche nel Mediterraneo. "Cerchiamo navi che hanno subito frequnti cambi di bandiera e di proprieta'", ha spiegato il comandante della Task Force Harvey Burwin, confermando che si tratta di imbarcazioni sospettate di essere utilizzate da gruppi come Al Qaeda.
