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Nuova sindrome Golfo, prime denunce

GB, nel mirino i troppi vaccini

07 Mag 2004 - 00:30

Quattro militari inglesi che sono stati vaccinati per combattere in Iraq stanno per denunciare il ministero della Difesa sostenendo di essersi ammalati di una nuova forma di sindrome della Guerra del Golfo che dà disturbi depressivi, respiratori e cutanei. La notizia è stata data da un gruppo di veterani che lancia l'allarme di una misteriosa malattia legata a un "sovraccarico di vaccini" che colpirà migliaia di soldati britannici.

Tony Flint dell'associazione nazionale dei veterani del Golfo e delle loro famiglie ha dichiarato al proposito che "ci aspettiamo almeno 6mila nuovi casi, come risultato della guerra del Golfo, ovvero il 30% dei 22mila uomini sottoposti al vaccino contro l'antrace.

I quattro soldati, due regolari e due riservisti, lamentano depressione, problemi respiratori ed eczema, sintomi comparsi a seguito delle iniezioni ricevute prima di essere inviati in Medio Oriente.

Il professor Malcolm Hooper, capo dei consulenti scientifici dell'associazione, sostiene che il ministero sembra non aver imparato nulla dagli "errori commessi durante il conflitto del 1991" in relazione ai vaccini multipli. "Queste persone soffrono in modo evidente di un sovraccarico di vaccini". Il problema è che oltre alle vaccinazioni di routine, quest'anno ai militari sono state iniettate sostanze contro l'antrace.

Molti dei 45mila soldati inglesi hanno rifiutato quest'ultimo vaccino temendo di ammalarsi della sindrome.

I militari sono stati sottoposti a un bombardamento di sostanze. Il riservista Tony Baker, di 45 anni, autista dell'esercito, ha fatto in un solo giorno i vaccini contro l'epatite, il fifo, la polio, la difterite la febbre e l'anti-antrace dopo una settimana. L'uomo si è ammalato in Kuwait dopo un'ulteriore dose di pre-trattamento conto agenti nervini e compresse di anti-malarica.

L'Alta corte britannica dovrà pronunciarsi tra qualche settimane sul riconoscimento legale o meno della sindrome della guerra del golfo. Il ministero della Difesa ha nel frattempo attivato un programma di screening dopo aver ammesso che i componenti di alcune truppe rientrati dall'ultimo conflitto possono soffrire di problemi di salute a lungo termine.