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Iran sta con resistenza Palestina

Mazen:Road Map ultima chance di Sharon

07 Mag 2004 - 00:27

L'Iran appoggia la resistenza palestinese al punto che, per il suo presidente Mohammad Khatami, questo sostegno è addirittura un "dovere". L'occasione per esprimere questo schieramento è la Conferenza dei ministri degli Esteri dei Paesi membri dell'Organizzazione della Conferenza Islamica (Oci), apertasi a Teheran. Intanto, il presidente palestinese Abu Mazen dichiara che crederà a Sharon solo quando attuerà la Road Map.

Kathami ha aperto il vertice dicendo: "E' nostro dovere in questa conferenza ribadire fermo sostegno alla resistenza palestinese, che è sicuro esempio di movimento di liberazione contro il terrorismo organizzato di Stato".

Il presidente iraniano ha parlato anche dell'Iraq, non invitato alla conferenza che riunisce 57 Paesi, perché non ha ancora un governo: "Il popolo musulmano dell'Iraq e tutti i paesi islamici - ha detto - si aspettano ora che un regime politico scelto dal popolo iracheno prenda rapidamente controllo della situazione, una richiesta sostenuta dall'opinione pubblica mondiale".

L'intervista di Abu Mazen

Intanto, il premier palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) in un'intervista al quotidiano Haaretz, la prima a un giornale israeliano, ha affermato che "crederà" al premier israeliano Ariel Sharon "solo quando attuerà la Road Map, il piano di pace voluto da Stati Uniti, Ue, Russia e Onu, e ha esortato Israele a cessare eliminazioni e demolizioni" di case.

"Io lo conosco come le mie tasche" ha affermato Abbas riferendosi a Sharon, e insistendo che "l'attuazione (della road map) è, per quanto mi riguarda, il solo test" per il premier.

Nell'intervista Mazen ha affermato di aver detto a Sharon che i servizi di sicurezza dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) sono stati completamente distrutti in Cisgiordania, e demoliti al 70 per cento nella striscia di Gaza.

Quanto alla repressione degli attentati e delle violenze dei militanti palestinesi chiesta da Israele, il premier Mazen non garantisce granché: "è impossibile ottenere un successo al cento per cento in un breve periodo".

"E' importante per i palestinesi - ha poi aggiunto - vedere cambiamenti sul terreno, come la cessazione delle uccisioni e delle demolizioni (di case), la liberazione di prigionieri", perché "un civile palestinese dovrebbe sentire che qualcosa è cambiato nell'atmosfera e che può andare al lavoro e muoversi" liberamente. "Tutto ciò - ha detto - accelererà il processo (di pace) ed eviterà ulteriori sofferenze".

Abu Mazen ha condannato con fermezza l'isolamento imposto al presidente palestinese Yasser Arafat che, ha detto, ha anche effetti negativi sulla popolazione.