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I buddisti vivono meglio

06 Mag 2004 - 23:26

Richard Gere, Roberto Baggio, Tina Turner sono solo alcuni dei personaggi famosi testimoni, oltre che del loro successo personale, di un altro singolare aspetto della loro vita: la pratica del buddismo. Secondo uno studio pubblicato su New Scientist, questa "filosofia", quasi una religione, permette una vita tranquilla e serena avvicinando il buddista a quel tanto agognato nirvana, l'equilibrio assoluto fra il fisico e la mente.


Due ricerche neurologiche condotte negli Stati Uniti hanno analizzato l'attività cerebrale di soggetti buddisti dimostrando per la prima volta, che il cervello di questi soggetti presenta un livello nettamente più alto di attività nelle zone generalmente considerate i centri della felicità: il lobo prefrontale sinistro. Queste aree, in buddisti con una certa esperienza, all'esame  elettromagnetico risultano "costantemente accese".

La ragione? La pratica buddista  influisce positivamente sull'amigdala, l'area del cervello che contribuisce a scatenare emozioni come la rabbia e la paura. Il loro stile di vita, di cui tanto spesso si parla, sarebbe alla base di questo risultato, aggiungono gli esperti intervistati dalla rivista.

Addio carne, pesce, alcool e stravizi, la strada verso il nirvana e il "risveglio", come si evince dalla radice etimologica della stessa parola buddismo, è lunga e impervia per noi occidentali. I seguaci del Dalai Lama e delle "quattro verità"- 1) la sofferenza è dovunque; 2) la sofferenza nasce dal desiderio; 3) estinguere il desiderio per estinguere la sofferenza; 4) il distacco dalla materia conduce alla beatidune - sono tanti e sparsi in tutto il mondo.