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Joint-venture Bae-Finmeccanica

Berlusconi: possibile a giorni

06 Mag 2004 - 17:28

La joint-venture tra Finmeccanica e la Bae System potrebbe compiersi a breve. Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi, dopo l'incontro con Tony Blair a Downing Street: "Abbiamo importanti collaborazioni tra Finmeccanica e Bae che dovrebbero svilupparsi e concludersi anche nei prossimi giorni - ha detto Berlusconi - e a cui entrambi daremo un impulso politico".

Nel colloquio, durato due ore e definito "utile", positivo e amichevole dal presidente del Consiglio italiano che ha baciato sia all'arrivo che al momento del congedo il collega, sono stati trattati anche il tema del dopo-guerra in Iraq.

"Con Blair abbiamo convenuto anche sulle collaborazioni tra i nostri soldati che saranno inviati in Iraq e i quartieri di comando britannici" ha dichiarato Silvio Berlusconi. "Come sapete - ha aggiunto il premier di Roma - noi mandiamo degli ospedali a Baghdad e il resto del nostro intervento è attorno a Bassora".

Blair e Berlusconi hanno parlato anche del futuro dell'Iraq: "il Paese deve diventare una democrazia", ha detto il premier italiano aggiungendo che si deve cercare di "far nascere uno Stato laico che abbia chiara la divisione tra lo Stato e la religione, tra la legge dello Stato e la Sharia: questo - ha sottolineato Berlusconi - è lo sforzo degli alleati a cui noi daremo sostegno".

I due  capi di governo hanno parlato anche della pace tra Israele e palestinesi. Berlusconi si è detto fiducioso sulla possibilità che si possa far ripartire il tavolo nel negoziato in Medio Oriente. Ciò anche grazie al "giudizio positivo che si ha del nuovo responsabile del Governo palestinese Abu Mazen". Berlusconi ha poi detto che Blair gli ha "confermato" una "volontà precisa" dei governi inglese e americano di "decidere con il 'quartetto' il riavvio del processo di pace" tra Israele e palestinesi.

Dopo l'incontro, Berlusconi ha parlato anche di difesa europea. "E' da escludere che ci possa essere un quartiere generale di comando per la forza di difesa europea separata dalla Nato" ha affermato il premier. L'Italia quindi è contraria al progetto espresso martedì a Bruxelles da Francia, Germania, Belgio e Lussemburgo per una difesa comune europea che possa agire anche fuori dalla Nato.

Silvio Berlusconi ha detto di ritenere che il progetto delineato dai quattro ieri a Bruxelles, "sia semplicemente una proposta da portare al tavolo dei Quindici, ma nulla di piu"'. "Da questo punto di vista sono abbastanza sereno e credo che non sara' una grana per il nostro semestre", ha detto ancora il premier rispondendo ai giornalisti. Per Berlusconi l'Europa "non puo' guardare ad un suo futuro con una contrapposizione concorrenziale con gli Usa", e invece deve "farsi carico, insieme, della sicurezza, della democrazia e della libertà nel mondo". Il presidente del Consiglio ha riferito che lo stesso Chirac avrebbe in qualche modo ridimensionato l'enfasi data all'evento di martedi': "Anche Chirac - ha detto Berlusconi - mi ha confermato che era un appuntamento previsto ancora prima della vicenda irachena, e al quale è stato dato una importanza che non voleva avere. Io credo anche - ha proseguito - che questa importanza sia stata prodotta da una esigenza elettorale del governo belga".

Blair e Berlusconi hanno evidenziato visioni comuni sull'avvenire della Ue: "Sul futuro dell'Europa e sulla Convenzione abbiamo auspicato entrambi che a settembre si possa aprire la Cig per poter arrivare ad un accordo sulla nuova Costituzione europea, che possa consentire agli europei di andare alle urne nella primavera del 2004 con la consapevolezza della nuova Europa" ha detto il premier italiano.

Quanto al semestre di presidenza italiano dell'Unione europea, che si apre a luglio, Berlusconi ha ribadito che il suo obiettivo prioritario è quello di "ricucire lo strappo" verificatosi tra gli alleati europei a seguito della crisi irachena. "L'Italia prenderà in mano, nel semestre di presidenza, un'Europa che ha conosciuto una divisione che - ha detto Berlusconi - sarebbe farisaico nascondere". Questo obiettivo che si è dato l'Italia sarà favorito, ha aggiunto il presidente del Consiglio, grazie anche alla "continuità di governo" che "in questi due anni ha costruito rapporti personali e amichevoli" con gli alleati europei. "Il nostro ruolo - ha detto Berlusconi  - è quello di riannodare i rapporti tra i Quindici, e credo che sarà possibile anche alla luce di questi colloqui amichevoli".