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Rumsfeld:resteremo finché servirà

Segretario Difesa Usa a Baghdad

06 Mag 2004 - 17:18

Donald Rumsfeld, la più alta carica politica americana giunta in Iraq per farsi un'idea di persona della situazione post-bellica, ha assicurato che le truppe statunitensi non resteranno un giorno di più di quello che sarà necessario per assicurare all'Iraq un governo democratico. In un messaggio registrato a Bassora il segretario alla Difesa americano ha chiesto la collaborazione degli iracheni nella caccia ai dirigenti del vecchio regime.

Nel messaggio che sarà trasmesso in tutto l'Iraq sulle frequenze radiofoniche e televisive gestite dagli statunitensi, il ministro ha anche promesso tutto l'impegno delle truppe statunitensi per ripristinare i servizi essenziali. "Salve. Sono Donald Rumsfeld, il segretario alla Difesa americano. Sono lieto di visitare l'Iraq, il vostro Paese, e di essere testimone della vostra liberazione": inizia così il messaggio del capo del Pentagono.

"La coalizione è impegnata ad assistervi mentre riprendete il controllo del vostro Paese e vi avviate nella fase di transizione dalla tirannia alla libertà e a un governo vostro", si legge nel testo del discorso distribuito alla stampa. "Costruire una società libera non è facile. Richiede duro lavoro e sacrificio... Ogni giorno che passa la situazione in Iraq migliora. In alcune parti del Paese la popolazione ha più viveri, acqua ed energia elettrica di quanto ne avesse ai tempi del vecchio regime... I miglioramenti nella vita quotidiana dipendono anche dalla cattura di quanti del vecchio regime sono ancora alla macchia e dalla fine di qualsiasi influenza del Partito Baath. Molti li abbiamo catturati, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per catturare il resto, per liberarci dei mercenari, di quella gente arrivata dai Paesi vicini e che cerca di portavi via il vostro Paese...".

La visita di Rumsfeld, giunto prima a Bassora e poi a Baghdad, avviene 40 giorni dopo l'inizio dell'attacco angloamericano e fa parte di un viaggio in tutta l'area del Golfo per ringraziare i leader dei paesi che hanno supportato l'attacco angloamericano e per discutere la riduzione della presenza militare Usa nell'area. Ma la visita del segretario alla Difesa americano avviene tra le proteste della popolazione per l'incidente di Falluja, quando le truppe americane hanno sparato sulla folla uccidendo 13 persone, tra cui alcuni bambini, e ferendone altre 50. Incidente che si sarebbe ripetuto poche ore dopo causando altre due vittime.