Si ritira il cacciatore di nazisti
Wiesenthal: "Il mio lavoro è fatto"
Era un architetto, ma si ritrovò per 40 anni a dare la caccia ai nazisti. Simon Wiesenthal, ormai 95enne, si ritira per limiti d'età. Dal suo trilocale di Vienna, per metà della vita, ha tessuto trappole e raccolto prove tali da scovare, processare e condannare i più accaniti assassini del III Reich. Lui, sopravvissuto all'Olocausto, mai avrebbe voluto che l'Olocausto cadesse nell'oblio. Ma resta l'omonimo centro lituano di Vilnius: la caccia continua.
"Sono riuscito a scovare tutti i responsabili di omicidi di massa che ho cercato - ha detto alla rivista austriaca Format -, sono sopravvissuto a tutti. E se ve ne fossero altri che non ho cercato, oggi sarebbero troppo vecchi e deboli per finire davanti a un tribunale. Il mio lavoro è compiuto".
E' vero, all'appello mancano nomi "eccellenti", in testa quello di Joseph Mengele, lo spietato medico di Aushwitz. Ma è morto pochi anni fa. E altri responsabili dell'eccidio ebraico avrebbero ora più di cento anni. Wiesenthal ha condotto nella vita una vera e propria missione. Guidata da una domanda che perseguita molti "salvati", come li definì Primo Levi: chi è sopravvissuto allo sterminio cosa può fare per chi non ce l'ha fatta? Ricordare. Wiesenthal trovò la risposta, scelse di essere il loro "portavoce".
Sopravvisse non solo a 13 lager, ma anche a plotoni d'esecuzione, a tentati suicidi e al dolore per la perdita di ben 89 familiari. E scelse di non dimenticare. Per lui e per tutti. Lunga la lista delle catture portate a segno. Karl Silberbauer, per esempio, responsabile di aver arrestato Anna Frank ad Amsterdam, o Franz Stangl, comandante del campo di concentramento di Treblinka e Sobibor. Li scovò in America, Argentina, Brasile. E spesso li sorprese nei panni di tranquilli e rispettabili cittadini.
Tutte le sue ricerche, i dati raccolti, le informazioni messe insieme in 40 anni sono al sicuro nella memoria di un computer. Perché i giovani devono sapere, perché il neonazismo continua ad ardere. Ora la sua opera continua nel centro Simon Wiesenthal di Vilnius, in Lettonia, dove è scattata l'"Operazione ultima opportunità": una taglia di 10.000 dollari a chi contribuisce alla cattura e alla punizione di uno qualsiasi dei responsabili delle persecuzioni naziste.
