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"Gli Usa ci attaccano con falsità"

Controaccusa della Siria a Washington

06 Mag 2004 - 02:07

Il governo siriano si difende dalle accuse americane. Damasco definisce le insinuazioni degli Stati Uniti, di dar rifugio a esponenti del regime iracheno in fuga, "falsificazioni e minacce" che mirano a danneggiare la posizione della Siria nei rapporti internazionali. Secondo quanto riporta un comunicato dell'agenzia ufficiale siriana Sana, per Damasco le accuse di Washington sono ispirate dalle "provocazioni e dai desideri espansionistici di Israele".

La denuncia è stata diffusa al termine della riunione del Consiglio dei ministri siriano, presieduto dal primo ministro Muhammad Mustafa Miro. "Le minacce americane sono prive di fondamento e false", dice il comunicato diffuso dall'agenzia Sana. "L'innalzamento dei toni delle minacce e delle accuse da parte di alcuni funzionari americani contro la Siria mira a danneggiare la determinazione della Siria e a influenzare le proprie decisioni interne e le posizioni degli altri Paesi". Il comunicato prosegue quindi sostenendo che "il governo respinge queste accuse e queste asserzioni e le interpreta come una risposta a una richiesta israeliana e come un servigio reso ai suoi obiettivi e bramosia di espansione".

Il documento sottolinea che il governo siriano "ribadisce la necessità di porre fine all'occupazione anglo-americana dell'Iraq", sottolineando il sostegno siriano all'unità territoriale del Paese "in modo da garantire agli iracheni il diritto di scegliere il proprio futuro, il proprio regime politico ed il proprio governo nazionale".

Altre accuse a Washington sono arrivate dalla radio statale siriana, secondo la quale gli Stati Uniti stanno cercando di provocare una escalation delle tensioni nella regione in modo da poter attuare nuove campagne militari.