Incendio a scuola, 28 bimbi morti
Russia: erano tutti sordomuti
Erano sordomuti e così non hanno sentito il rumore del fuoco che bruciava il loro collegio. Ventotto bambini russi sono morti in un istituto della repubblica federata del Daghestan, nella Russia meridionale, a causa di un incendio divampato probabilmente per un corto circuito. Si tratta del secondo drammatico caso del genere avvenuto in una settimana: lunedi scorso 21 alunni e un insegnante hanno perso la vita in un istituto scolastico in Siberia.
Il grave episodio ha suscitato sgomento in tutto il Paese. Oltre ai 28 bimbi morti bruciati vivi, ci sono anche 142 feriti, di cui 13 in gravi condizioni. Il presidente Vladimir Putin, che aveva definito "una grande tragedia" quella del villaggio siberiano, è rimasto scosso dal nuovo terribile incidente ed ha subito parlato al telefono con il presidente della repubblica del Daghestan, Magomedali Magomedov, per esprimere il proprio dolore e informarsi sulla situazione.
Secondo i primi accertamenti, l'incendio è divampato nelle prime ore della mattina, apparentemente per un corto circuito causato da problemi alle linee elettriche dovuti ad un uragano che ha colpito la regione.
L'alto numero delle vittime, secondo le prime risultanze, è dovuto al fatto che essendo sordomuti, i minori da 8 a 14 anni dovevano essere svegliati dal personale della scuola, dove si trovavano 166 alunni, nel pieno della notte uno per uno al fine di portarli in salvo. Apparentemente la velocità con cui si è sviluppato il fuoco, alimentato dal forte vento, ha impedito un' efficace opera di soccorso.
Lunedì scorso 22 bambini e ragazzi, 12 femmine e 10 maschi fra gli 11 e i 17 anni, erano morti nell'incendio di una vecchia scuola in legno in un piccolo villaggio della Siberia Orientale e altri 39 scolari erano stati ricoverati per ustioni.
Secondo la procura che sta indagando sulla tragedia in Siberia, l' incendio, verosimilmente provocato da un corto circuito del sistema elettrico, avrebbe provocato un alto numero di vittime a causa del fatto che la maggior parte delle porte dell' edificio, ricostruito nel 1993, erano chiuse. Inoltre il personale non sarebbe stato in grado di impedire il panico tra gli studenti.
Quando i vigili del fuoco erano giunti da una località distante una ventina di chilometri non c' era quasi più nulla da fare.
