Sfida a calcio alleati-iracheni
"Operazione simpatia" dei britannici
Una partita di calcio per dimenticare l'orrore della guerra. L' iniziativa si è svolta in un polveroso spiazzo vicino Bassora, improvvisato a campo di fortuna, dove soldati angloamericani e iracheni si sono scontrati in un'amichevole di calcio. Risultato Iraq 9, Marines 3. A portare un po' di distensione nella città di Safwan è stata invece la presenza della bella soldatessa Sharon Astor, che ha distribuito tra gli abitanti acqua e cibo.
Dimenticati per un attimo elmetti, scarponi e fucili, invasori e invasi hanno indossato al loro posto magliette bianche, scarpe da ginnastica e cappelli da sole. E la partita ha avuto inizio.
"Ci hanno invitato loro a giocare", ha spiegato il maggiore Kevin Oliver, comandante della compagnia Juliet della brigata 42 Commando. "Non è un' offerta che potevamo rifiutare". "Ci sono molte cose che ci separano, ma il calcio è una cosa che abbiamo in comune", questa una delle opinioni diffuse tra i soldati-calciatori.
La sconfitta di Khor Az Zubahir, nei pressi di Bassora, dove la partita si è disputata, è stata accolta con serenità dai marines, che avevano come vero obiettivo quello di aggiudicarsi la lotta per conquistare "i cuori e le menti" degli iracheni del sud, senza la quale la guerra, a loro avviso, non avrà le conseguenze desiderate dalla Coalizione.
A Safwan invece del pallone è stata la soldatessa Sharon Astor a portare il sorriso sulle labbra degli abitanti. 25 anni, occhi azzurri, capelli biondissimi: una rarità in Iraq. Appena arrivata in città Sharon ha provveduto a distribuire alla folla che l'attorniava, tra cui molti bambini, caramelle e acqua. Inutile sottolineare il successo dell'iniziativa.
