Colpito palazzo figlio di Saddam
Il più grave bombardamento su Baghdad
Le ultime ore hanno visto abbattersi sulla capitale irachena il bombardamento più violento dall'inizio della guerra. Diverse esplosioni si sono udite nel centro e nella periferia della città, provocando violenti incendi e colonne di fumo. Sei le vittime civili finora segnalate. Colpiti il Palazzo della Repubblica, usato da Saddam e dal figlio Qusay e la sede del Comitato olimpico iracheno, presieduto dal primogenito del rais Uday.
Il palazzo di Qusay, all'interno del Palazzo repubblicano del raìs, era già stato colpito da due missili nel pomeriggio di lunedì. Intanto almeno sei civili iracheni sono stati uccisi e decine di altri sono rimasti feriti negli ultimi bombardamenti su Baghdad. Lo hanno detto fonti ospedaliere. Oltre a obiettivi militari e governativi, durante i raid sarebbero stati colpiti anche alcuni quartieri residenziali della città, specialmente nel nord ove si sono udite risuonare le esplosioni più violente: sui quartieri settentrionali sono infatti caduti almeno cinque missili aria-terra nel giro di appena un quarto d'ora.Un giornalista dell'Afp ha riferito che un bombardiere che volava a bassa quota ha lanciato due missili sul complesso presidenziale, senza precisare quali obiettivi sono stati colpiti. Non è chiaro se il palazzo dove Qusay Hussein riunisce i comandanti della Guardia Repubblicana, che secondo la Reuters è stato colpito, si trovi all'interno del complesso presidenziale. I bombardamenti sono proseguiti in modo intermittente nel pomeriggio, in particolare nella periferia meridionale della capitale. Gli ultimi bombardamenti sono cominciati mentre il ministro degli Esteri, Naji Sabri, stava tenendo una conferenza stampa.
La situazione a Baghdad
Sarebbero numerose le vittime dell'ultima ondata di bombardamenti alleati contro Baghdad in ordine di tempo: lo hanno riferito fonti giornalistiche straniere, senza peraltro essere in grado di precisare quanti siano stati i morti e quanti i feriti. Il direttore dell'ospedale Al Kindi, Kamal Askar, ha parlato di sei morti e decine di feriti, trasportati nel suo nosocomio, che proverrebbero dal sobborgo di Al Amin, nell'est della capitale. Sei abitazioni sono state distrutte nei bombardamenti che hanno colpito quel quartiere, secondo un giornalista recatosi sul posto.
