Sbloccato programma Oil for Food
Iraq, importante decisione dell'Onu
L'Onu torna a farsi sentire sul conflitto in Iraq. Per far fronte alla crisi umanitaria innescata dalla guerra in Iraq e in seguito alle forti pressioni del segretario generale Kofi Annan, il Consiglio di Sicurezza ha raggiunto un'intesa di massima per sbloccare il programma umanitario "Oil for food" (petrolio in cambio di cibo) sospeso alla vigilia delle ostilità. L'ambasciatore tedesco Gunter Pleuger, coordinatore del comitato di esperti incaricato di mettere a punto un nuovo, pragmatico meccanismo che consenta l'utilizzo dei fondi fermi nelle casse del programma, ha annunciato che una risoluzione verra' presentata in Consiglio di Sicurezza ed ha auspicato che vanga votata a breve termine.
"Abbiamo avuto una buona discussione e sembra che l'accordo ci sia", ha detto Pleuger. Il programma petrolio in cambio di cibo ha consentito dal 1996 all'Iraq di vendere quantità contingentate di greggio. I proventi, sotto supervisione dell'Onu, dovevano essere utilizzati dal governo iracheno per l'acquisto di scorte umanitarie per la popolazione civile. L'intero meccanismo stabiliva una deroga all'embargo decretato contro Baghdad nel 1990, all'invasione del Kuwait. Il segretario generale Kofi Annan aveva sospeso l'attuazione del programma alla vigilia dello scoppio della guerra, ma nei giorni scorsi, con l'appoggio di Stati Uniti e Gran Bretagna, lo stesso Annan ha chiesto al Consiglio di assicurare che almeno dieci miliardi di merci in commesse già approvate (che includono 2,4 miliardi di dollari di cibo) possano entrare in Iraq appena la situazione lo permetterà. Annan aveva chiesto anche di poter decidere in merito all'urgenza delle commesse e in qualche caso, se necessario, di poterle modificare. La risoluzione, se approvata, estenderà il programma per 45 giorni durante i quali il capo dell'Onu avrà pieni poteri di riorganizzare le spedizioni e di stabilire priorità sui contratti già approvati. Il rinnovo del programma aveva trovato forti ostacoli iniziali in Consiglio: Russia e Siria si erano opposti a garantire un ruolo a Stati Uniti e Gran Bretagna nel coordinamento degli aiuti in quanto questo avrebbe avallato il loro ruolo di potenze occupanti e indirettamente avrebbe dato l'imprimatur dell'Onu al cambio di regime a Baghdad. Le difficoltà opposte dai due paesi erano apparse un preludio della battaglia che già si preannuncia all'Onu per il momento in cui si tratterà di discutere dell'assetto dell'Iraq nel dopoguerra.
