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Serbia, presi i killer di Djindjic

Fra loro un capo delle forze speciali

05 Mag 2004 - 22:47

La polizia serba ha arrestato due dei presunti responsabili dell'omicidio dell'ex-premier serbo Zoran Djindjic, avvenuto il 12 marzo scorso. In manette sono finiti il vicecomandante delle forze speciali dei servizi segreti (i "berretti rossi") Zvezdan Jovanovic, che avrebbe organizzato l'esecuzione, e un membro del corpo speciale, Sasa Pejakovic, che avrebbe ucciso materialmente il politico. Lo ha reso noto il nuovo premier serbo Zoran Zivkovic.

Sarebbe stata rinvenuta dalla polizia di Belgrado anche la presunta arma del delitto. Zvezdan Jovanovic, 38 anni, era il vicecapo dell'Unità per le operazioni speciali (Jso) della polizia serba facente capo al ministero degli Interni di Belgrado. Sull'uomo, secondo le autorità serbe, vi sarebbero "fondati sospetti". Assieme a Jovanovic, che "è stato trattenuto per ulteriori indagini", è stato arrestato il 32enne Sasa Pejakovic, membro della Jso, che avrebbe partecipato direttamente all'assassinio del premier. 

E' stato fermato dalle autorità, e sospeso dal servizio, anche il comadante della Jso, Dusan Maricic. L'uomo è sospettato di essere legato al clan mafioso Zemun di Belgrado, che fin dal primo momento era stato indicato come responsabile della morte di Djindjic.