TRAGICA TATTICA

Putin: "In Siria il gas lo hanno usato i ribelli"

Il presidente russo lo dice in una intervista al "New York Times". Ma secondo alcuni media gli ispettori Onu avrebbero raccolto prove che portano ad Assad

12 Set 2013 - 11:02

Secondo il presidente russo, Vladimir Putin, in Siria sono state usate sì armi chimiche, ma non dal regime di Assad. "Non c'è alcun dubbio che il gas è stato usato - ha detto in una intervista rilasciata al "New York Times" -, ma ci sono ragioni per ritenere che non sia stato l'esercito ma le forze di opposizione al regime, i ribelli, per provocare un intervento di forza straniere".

Dunque Puntin lancia un appello alla cautela, invitando a porsi dei dubbi su come stiano realmente le cose in Siria, e lo fa utilizzando il liberal "New York Times" per rivolgersi a Washington e agli americani e presentare la sua versione dei fatti sulla Siria.

Il presidente russo puntualizza che il suo Paese "non sta proteggendo il governo siriano ma la normativa internazionale". E mette in guardia sulle conseguenze di un potenziale attacco americano contro Damasco, che sarebbe, senza l'appoggio dell'Onu, un "atto di aggressione" che causerebbe "una nuova ondata di terrorismo. Metterebbe in pericolo gli sforzi multilaterali per risolvere il problema del nucleare iraniano e il conflitto israelo-palestinese".

Ispettori Onu hanno raccolto prove dell'attacco - La ricostruzione dei fatti portata da Putin pare in controtendenza da quanto riportato da altri media statunitensi. Una fonte occidentale anonima avrebbe infatti riferito a "Foreign Policy" che gli ispettori dell'Onu hanno raccolto una "abbondanza" di informazioni sull'uso di gas nervini da parte del regime di Damasco. Il team di ispettori, che lunedì prossimo dovrebbero fare rapporto al segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon, non metterebbe direttamente sul banco degli imputati il presidente siriano Bashar al Assad, ma sarebbe in grado di offrire "forti" prove circostanziali basate sull'esame di campioni di terreno, sangue e urina che tirerebbero in ballo la responsabilità di Damasco. La fonte ha aggiunto che "dal tipo delle prove puoi arrivare alla fonte dell'attacco del 21 agosto".

I ribelli siriani dicono "no" a piano russo - Intanto, l'Esercito siriano libero dei ribelli respinge con forza la proposta russa per arrivare a una soluzione diplomatica della crisi. Il capo militare dell'Esl, generale Selim Idriss, in una dichiarazione filmata e diffusa su YouTube, rifiuta il progetto di mettere sotto controllo internazionale le armi chimiche del regime di Assad.

"La Cia ha iniziato a consegnare armi ai ribelli" - Secondo alcune fonti americane e siriane, citate dai media statunitensi, la Cia avrebbe cominciato a consegnare armi ai ribelli siriani. Le spedizioni - si legge sul "Washington Post" - sono cominciate nel corso delle ultime due settimane, insieme a quelle effettuate dal Dipartimento di Stato di veicoli e altre attrezzature. Le spedizioni organizzate dalla Cia al momento riguarderebbero solo armi leggere e munizioni. Mentre quelle che fanno capo al Dipartimento di Stato riguardano materiale "non letale", come veicoli, sofisticate attrezzature per le comunicazioni e modernissimi kit sanitari da combattimento.