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Iraq, Ue ribadisce il "no" a guerra

Cina contraria a seconda risoluzione

05 Mag 2004 - 19:17

All'interno del Consiglio di sicurezza dell'Onu anche la Cina si aggiunge al fronte del no alla guerra in Iraq: il ministro degli Esteri Tang Jiaxuan ha detto che il suo Paese ritiene "assolutamente non necessaria" una nuova risoluzione Onu e che la Cina "sostiene e appoggia" Francia, Russia e Germania, tese a "impedire" una nuova risoluzione per favorire un attacco. Intanto Solana, rappresentante Ue, ribadisce: nessuna azione militare senza l'Onu.

Secondo Tang, comunque, "non è questo il momento" di affrontare il problema di un eventuale uso da parte della Cina del proprio diritto di veto, come invece hanno minacciato di fare Francia e Russia: lasciando uno spiraglio aperto ad un compromesso, Tang ha detto che "una soluzione politica" della crisi irachena "è ancora possibile", perché la risoluzione 1441 dell'Onu "non ha ancora esaurito la sua funzione" e una guerra in Iraq avrebbe "conseguenze negative" su tutto il Medio Oriente e sull' economia internazionale.

Anche l'Unione europea si schiera contro un attacco armato: "Credo che non ci debba essere nessuna azione militare senza un centro di decisione che è l'Onu: questa è la chiara posizione dei Paesi dell'Ue e dell'intera comunità internazionale" ha dichiarato da Bruxelles l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Ue, Javier Solana.

"Non ho perso la speranza nella pace - ha aggiunto Solana - e credo che sia necessario far ricorso a tutti i meccanismi possibili per risolvere pacificamente la crisi irachena". 

"Credo che al momento sia necessario sospendere ogni valutazione o giudizio ed aspettare quello che il signor Blix ci dirà venerdì" ha detto Solana riferendosi al capo degli ispettori dell'Unmovic, il diplomatico svedese Hans Blix.