mondo

Usa, Jesica è morta

Staccata le spina alla 17enne

04 Mag 2004 - 04:29

E' finita la lotta per la vita di Jesica Santillan. L'adolescente di 17 anni che due settimane or sono aveva ricevuto per errore in un trapianto cuore e polmoni del tipo sbagliato e che era stata di nuovo operata giovedì, è morta. I medici, che l'avevano dicharata cerebralmente morta alle 13.25 locali, ne hanno constatato l'arresto definitivo del battito cardiaco alle 17.07 locali, sette minuti dopo avere cessato di tenerla artificialmente in vita.

Inizialmente, la famiglia della ragazza non voleva che fosse staccata la spina delle apparecchiature che la tenevano in vita. Ma dopo essersi resi conto della situazione, i familiari hanno dato il loro assenso. I medici del Duke University Medical Center di Durham, nella Nord Carolina, che avevano tentato di rimediare all'incredibile errore con un nuovo trapianto, avevano dovuto constatare, dopo una serie di esami, che il cervello di Jesica non mostrava piu' alcuna attivita' e che non c'erano speranze che potesse riprenderla.
La ragazza d'origine messicana, affetta da una malformazione che riduceva la capacità dei polmoni di immettere ossigeno in circolazione nel sangue, era stata operata la prima volta il 7 febbraio. Per un incredibile errore amministrativo, il cuore e i polmoni usati appartenevano a una persona con sangue del tipo 'A' mentre quello di Jesica era di tipo 'O positivo'.

Dopo il trapianto il corpo della bimba aveva cominciato l'inevitabile reazione di rigetto dei nuovi organi. S'erano, pero', trovati, in extremis, nuovi organi da trapiante, stavolta compatibili. L'intervento di giovedi' era stato effettuato nonostante la consapevolezza che Jesica aveva solo il 50 per cento di possibilita' di sopravvivere. Alcune ore dopo l'operazione, erano emerse complicazioni cerebrali che si sono rapidamente aggravate fino a provocare danni irreversibili.

I familiari di Jesica, che erano entrati di nascosto negli Stati Uniti alcuni anni or sono nella speranza di riuscire a salvare la figlia, avevano aspettato per tre anni che la ragazza avesse il trapianto. Il costo era stato coperto da un benefattore che, commosso dalla vicenda, aveva creato un fondo per l'intervento.