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Francia pronta a veto contro guerra

Crisi Iraq, cresce dissenso verso Usa

03 Mag 2004 - 22:39

La Francia, da sempre grande oppositrice di una guerra in Iraq, potrebbe ricorrere al veto per fermare una nuova risoluzione sull'uso della forza contro Baghdad. Lo ha affermato il ministro degli esteri francese Dominique de Villepin. "Nel caso di una seconda risoluzione, non ci assoceremo all'intervento militare, che non è avallato dalla comunità internazionale", ha detto il capo della diplomazia francese dopo una riunione all'Onu.

"L'uso della forza deve essere l'ultima risorsa, una volta che ogni altra strada è stata percorsa. Riteniamo che oggi nulla giustifichi l'uso della forza", ha proseguito de Villepin, forte del crescente dissenso ad un intervento militare Usa che un po' in tutta l'Europa si sta propagando, e che vede la Francia di Chirac e la Germania di Gerhard Schroeder in prima fila.

E anche in Gran Bretagna, malgrado la posizione netta a favore di un attacco armato contro Saddam Hussein, più volte sostenuta da Tony Blair, proprio nel giorno in cui il governo ha annunciato la mobilitazione di 26mila soldati da inviare nel Golfo Persico, un sondaggio mostra che l'opinione pubblica non condivide la linea interventistica del premier. Stando al sondaggio, pubblicato sul quotidiano The Guardian, ben l'81% dei cittadini britannici non è d'accordo sul fatto un'azione militare contro Baghdad, non abbia bisogno dell'avallo dell'Onu.

Una mano tesa all'interventismo Usa arriva, oltre che da Downing Street, anche un altro paese dell'Unione europea, la Spagna. Al termine delle dichiarazioni in Consiglio e degli incontri bilaterali del segretario di stato Usa Colin Powell, il ministro degli esteri spagnolo, Ana Palacio, l'unica donna presente ai lavori del Consiglio, si è infatti complimentata con il collega americano. "Sono d'accordo al 100% con lui", ha detto la Palacio, in quanto considera lo stesso futuro delle Nazioni Unite in gioco.