Potrà tornare a casa

M.O., la vicenda di Gilad Shalit

Il giovane soldato era stato rapito dalle brigate di Hamas nel 2006

11 Ott 2011 - 21:49
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 © Ap/Lapresse

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Gilad Shalit, il caporale dell'esercito israeliano da oltre 5 anni prigioniero di Hamas, è nato il 28 agosto del 1986 a Nahariya, in Israele. Il giovane, che ha la doppia cittadinanza israeliana e francese, iniziò il servizio militare nel luglio del 2005 e, nonostante condizioni fisiche non eccellenti, scelse comunque di servire in un'unità da combattimento seguendo le orme del fratello maggiore, Yoel.

Shalit fu rapito la mattina del 25 giugno 2006, quando un commando palestinese, dopo avere attraversato il confine meridionale della Striscia di Gaza, attaccò un avamposto dell'esercito israeliano, a Karem Shalom. Nell'attacco furono uccisi due militari dell'Idf, altri quattro rimasero feriti, mentre Shalit venne catturato e condotto a Gaza.

La sua cattura fu rivendicata dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio militare di Hamas, insieme ad altri gruppi palestinesi. In cambio della liberazione di Shalit veniva chiesto a Israele il rilascio di 1.000 prigionieri palestinesi, oltre a quello di tutti i prigionieri di sesso femminile e quelli minori di 18 anni.

Il rapimento di Shalit e il successivo raid oltre confine da parte dei miliziani libanesi di Hezbollah, che portò alla cattura di altri due militari israeliani, Ehud Goldwasser e Eldad Regev, sono gli episodi che hanno preceduto i conflitti a Gaza e in Libano durante l'estate 2006.