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"Non è possibile lasciare la Libia ai colonialisti. Combatteremo fino alla vittoria". Sono queste le parole dell'ultimo messaggio di Muammar Gheddafi. Il testo è stato letto in tv dal proprietario della televisione siriana Al-rai, il quale ha spiegato che il Colonnello ha preferito non apparire in video per ragioni di sicurezza.
"Dovevamo trasmettere oggi o ieri notte un discorso tv del leader dei combattenti - ha spiegato Mishan Jabouri, prima di leggere il messaggio di Gheddafi - ma per ragioni di sicurezza questa apparizione televisiva è stata rimandata".
"Gheddafi ancora in Libia"
Il video, ha detto il proprietario del canale Al-Rai, che nelle scorse settimane ha diffuso più volte messaggi audio del Colonnello, "avrebbe dovuto mostrare il leader tra i suoi combattenti e il popolo, mentre guida la battaglia dalla Libia, e non dal Venezuela, dal Niger o da qualsiasi altra parte".
"La situazione è ormai chiara - è il messaggio di Gheddafi - è in atto un tentativo di golpe per fa tornare la Libia a ciò che era prima della rivoluzione. Vogliono far cadere il Paese in mano alle compagnie petrolifere straniere". "Il Paese resti invece in mano al popolo e non sia colonizzato come era prima della rivoluzione".
Per questo avverte ancora il Raìs: "Il popolo non ha che una scelta da fare, quella di respingere questo colpo di stao , perché non possiamo sottometterci alla Francia. Non possiamo consegnare la Libia ai colonizzatori un'altra volta e non ci resta che combattere fino alla vittoria e sconfiggere questo complotto".
Niger: figlio Gheddafi sotto sorveglianza
Gli Stati Uniti hanno avuto la conferma dal governo di Naimey che Saadi Gheddafi, figlio di Muammar Gheddafi, e' entrato in Niger e che le autorità locali intendono arrestarlo, se non l'hanno ancora fatto. "Il governo del Niger ci ha confermato che Saadi è entrato in territorio nigerino e che al momento stanno trasferendolo o lo hanno già trasferito nella capitale Niamey, dove intendono arrestarlo", ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato Victoria Nuland.
Dal 2 settembre, 32 persone vicine a Gheddafi, tra i quali il figlio Saadi e tre generali dell'ex rais, sono arrivate in gruppi diversi in Niger.
L'ultimo gruppo, che comprendeva Saadi Gheddafi e altre otto persone, è stato "intercettato" nel Nord del Paese dalle forze di sicurezza nigerine.
Il Niger, che ha riconosciuto il Cnt come legittimo rappresentante della Libia, ha assicurato che rispetterà gli impegni con la giustizia internazionale per quanto riguarda i ricercati del regime di Gheddafi.
Ribelli: "Islam sarà fonte delle leggi"
"L'islam sarà la fonte principale della legislazione nella nuova Libia". Lo ha detto il numero uno del Cnt, Moustapha Abdel Jalil, nel suo primo discorso a Tripoli nella piazza dei Martiri. Dall'inizio della cosiddetta "rivoluzione del 17 febbraio" è la prima volta che Jalil, che si trova a Tripoli da due giorni, parla in pubblico nella capitale libica.
