LA REPLICA DELLA VITTIMA

Il figlio di Torregiani: "Altre offese da Battisti"Il ministro Frattini: "Parole orribili"

Anche la famiglia Sabbadin replica: "La smetta di tormentarci, taccia per sempre". La Russa: "Urge un intervento diplomatico"

07 Set 2011 - 17:49
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"Una bella fandonia, una presa in giro. Battisti sapeva quello che faceva. Le sue parole sono un'offesa ulteriore". Così Alberto Torregiani commenta le affermazioni di Cesare Battisti, che ha detto di aver pianto quando ha saputo dell'omicidio del gioielliere e del ferimento del figlio rimasto paralizzato a vita. "Non può voltare pagina ma solo continuare a mentire", ha proseguito Torregiani.

Battisti "è stato mollato dagli amici e ora cambia versione. Non può voltare pagina ma solo continuare a mentire. L'unico modo che avrebbe per farlo è sottoporsi a un giudizio popolare e mostrare le prove della sua innocenza di cui parla da anni e che non si sono mai viste". Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso dai Pac (Proletari armati per il comunismo) nel '79 a Milano, commenta quanto dichiarato da Cesare Battisti in un'intervista.

Il ministro Frattini: "Parole orribili"
"Sono dichiarazioni orribili che ovviamente non meritano nessuna risposta da parte istituzionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, commentando le dichiarazioni all'Ansa di Cesare Battisti. L'ex terrorista aveva chiesto "perdono" per le vittime degli attentati, dicendo però di non essere pentito perché non ha commesso omicidi. "Pentimento - ha ribadito - è una parola ipocrita legata alla religione e non mi piace".

La Russa: "Serve passo diplomatico, non mi rassegno"
Su Cesare Battisti "serve un passo diplomatico, ne parlerò con Frattini. Non mi rassegno al fatto che non sia stato estradato e credo che l'Italia debba fare un passo con le autorità brasiliane affinché cessi questo stillicidio di parole offensive". Così il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, commenta le ultime esternazioni dell'ex componente dei Pac. "Alle parole - ha spiegato La Russa - preferisco i fatti ed ho scelto di avviare una solitaria azione di protesta non contro i brasiliani ma contro la decisione di tenere in libertà un terrorista assassino. Ho quindi scelto di non andare in Brasile e di mandare un sottosegretario se c'è da andare". Battisti, ha proseguito, "oggi ha avuto la sfrontatezza di dire che ha pianto pensando a Torregiani, ma io non ci sto a subire le beffe dopo il danno. Ha avuto anche parole contro il sistema giudiziario italiano che credo siano un reato e dunque mi auguro che ci sia un'azione diplomatica con il Brasile affinchè cessi tutto ciò".

Il figlio di Sabbadin: "Smetta di tormentarci"
Ad ogni "esternazione" di Cesare Battisti cresce, se ancora sia possibile, la rabbia e l'amarezza delle famiglie delle sue vittime. Interpellato sull'intervista all'ex terrorista dei Pac, Adriano Sabbadin, figlio di Lino, il macellaio di Santa Maria di Sala (Venezia), ucciso da un commando il 16 febbraio 1979, non vuole sentire parlare di perdono e riconciliazione. "E' sempre il solito ipocrita - risponde Sabbadin - chissà quando troverà la dignità di tacere per sempre. E' arrivato il momento che taccia. La smetta di girare il coltello nella piaga". "Dice che non è pentito? Si vergogni, ha la stessa responsabilità di tutti gli altri anche se non ha sparato". Al figlio dell'uomo ucciso dai Proletari armati per il comunismo poco importa ora sapere che Battisti riconosce "responsabilità politiche": "La smetta di tormentarci".

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