ANCORA SANGUE

Siria, stretta dell'esercito sulle città ribelli

Sedici civili uccisi a Homs. Arresti di massa a Dayr az Zor, dove l'esercito spara sulla folla: 38 morti

07 Ago 2011 - 23:51
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 ©  Afp

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Ancora sangue in Siria. Otto civili sono stati uccisi nel corso di alcune operazioni dell'esercito a Houle, nella provincia di Homs. Arresti di massa e interrogatori a tappeto sono invece in corso a Dayr az Zor, città nell'est del paese, dove all'alba sono stati schierati carri armati, dove sarebbero almeno 38 i civili uccisi. Lo riferiscono fonti delle organizzazioni per i diritti umani.

Secondo quanto riferito da Rami Abdelrahmane, direttore dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'Uomo con sede a Londra, i carri armati sono penetrati in diversi quartieri della città e bombardamenti sono stati segnalati in almeno tre settori. Dayr az Zor, capoluogo della regione orientale dell'Eufrate, è una città dominata dalle tribù e al confine con l'Iraq. Le autorità siriane temono che Dayr possa trasformarsi in un nuovo epicentro della rivolta.

Su Internet sono apparsi numerosi video che mostrano grandi nubi di fumo nero che si levano verso il cielo, mentre in sottofondo si sentono le raffiche continue degli spari. Secondo il Comitato di Coordinamento Locale, nell'offensiva sono coinvolti 250 tra blindati e mezzi corazzati; e l'esercito ha già attaccato 9 quartieri mentre i cecchini sono appostati sui tetti degli edifici piu' alti. Testimoni hanno riferito che hanno visto soldati disertare nell'area di Yura; ma secondo le fonti, l'esercito ha interamente circondato la città e impedisce alla gente di fuggire.

E la situazione non è migliore ad Homs, dove i bilndati si sono schierati attorno alla moschea di Jaled Ben Walid e circondato la zona di Jaldia, oltre ad aver tagliato la strada di Cairo, che separa due quartieri. Nella provincia di Homs, due citta', Haula e Kafarlaha, continuano ad essere bombardate.

Ad Haula, sono state tagliate tanto le linee telefoniche della rete fissa che di quella mobile, interrotta l'erogazione dell'energia elettrica; e secondo alcune fonti, una colonna di 40 blindati e' uscita dall'accademia militare insieme a 20 autobus con membri delle forze di sicurezza.

La nuova offensiva segue di poche ore il colloquio telefonico tra Ban e il rais siriano. Il segretario generale del Palazzo di Vetro ha chiesto la fine dell'uso della violenza contro la popolazione civile; ha espresso la sua "profonda preoccupazione" per il numero dei morti nelle proteste e ha consegnato ad Assad il messaggio del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

L'organo delle Nazioni Unite con maggiori poteri lo scorso mercoledi' ha rotto il silenzio mantenuto da vari mesi sulle violenze e condannato il regime di Damasco con una cosiddetta 'dichiarazione presidenziale' (un meccanismo che richiede l'unanimita' di tutti i membri). Secondo il portavoce di Ban, nella conversazione telefonica il presidente siriano ha fatto riferimento all'alto numero di vittime tra le forze di sicurezza; e il segretario generale ha risposto che condanna le violenze su entrambi i lati. Ban ha anche ricordato al presidente siriano che le riforme annunciate possono avere "credibilita'" solo se cessano immediatamente le violenze e il regime rispetta i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani.

L'Arabia saudita richiama l'ambasciatore
Il re Abdullah d'Arabia Saudita ha annunciato, in un comunicato trasmesso dalla tv satellitare Al Arabiya, che Riad richiama il suo ambasciatore a Damasco "per consultazioni", e ha chiesto al governo siriano di attuare riforme nel Paese. Il re ha aggiunto che quanto accade in Siria è "inaccettabile" e ha ingiunto alle autorità di Damasco di cessare le violenze e lo spargimento di sangue.


L'esercito a Dayr az Zor