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Siria, massacro ad Hama: oltre 100 mortiObama: "Isolare il presidente Assad"

I carri armati entrano nella città. Uccisi anche donne e bambini. L'ambasciata Usa attacca: "Il regime è impazzito, fa guerra al suo stesso popolo". Frattini: orribile repressione

31 Lug 2011 - 20:52
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 © Ansa

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I carri armati siriani hanno preso d'assalto la città di Hama, simbolo della rivolta contro il regime di Assad. Un testimone racconta disperato: "Qui è un massacro, bisogna fermarlo". Almeno un centinaio i morti nella città, tra i quali ci sono anche donne e bambini. Molti morti anche in altre città del Paese, attaccate dall'esercito.

La città è sotto l'assedio delle forze armate dalla mattina. E i soldati stanno sparando con mitragliatrici pesanti. Carri armati hanno fatto irruzione in città, lanciando granate e aprendo il fuoco sulla popolazione civile. Secondo il presidente dell'Organizzazione, Ammar Qourabi, gli attacchi dell'esercito contro i manifestanti in tutto il paese avrebbero provocato oggi la morte di almeno 121 persone. Centinaia sarebbero invece i feriti.

E' certo comunque che le granate dei carri armati hanno iniziato a colpire la città a 210 chilometri a nord di Damasco con un ritmo di quattro al minuto e i militari hanno sparato a casaccio con le mitragliatrici pesanti contro la gente, travolgendo le barricate erette dagli abitanti.

Gli spari vanno avanti ininterrottamente dalle sei di questa mattina, secondo quanto ha riferito lo stesso testimone. I tank sono penetrati dalla zona nord dove sono cominciati gli spari. Con questa mossa Assad vuole schiacciare la rivolta scoppiata a marzo. Acqua ed elettricità verso i principali quartieri di Hama sono stati tagliati: una tattica, questa, abitualmente usata dai militari nelle operazioni di repressione.

Un medico che non ha voluto essere identificato ha detto di aver visto almeno 19 cadaveri e altre decine di persone ferite solo nell'ospedale Badr, mentre nell'ospedale Al-Horani vi sarebbero almeno tre corpi e due all'Hikmeh. Ma diversi corpi, dice la fonte, "giacciono abbandonati nelle strade" e cecchini si stanno appostando sui tetti dell'edificio della compagnia elettrica e della prigione.

"I carri armati stanno attaccando da quattro direzioni. Stanno sparando a casaccio con le mitragliatrici pesanti e travolgendo le barricate stradali erette dagli abitanti", ha detto la fonte medica al telefono.

Città simbolo della rivolta
Hama è tra l'altro una città simbolo della lotta contro il regime in Siria da quando, nel 1982, la durissima repressione di una rivolta ispirata dal movimento dei fratelli musulmani - bandito nel Paese - contro l'allora presidente Hafez al-Assad, padre di Bashar, provocò la morte di 20mila persone.

Altre vittime in molte città
E se Hama è il centro del massacro, vittime dell'esercito si segnalano anche in molte altre città. Nel resto del Paese, secondo le prime informazioni, ci sono almeno ventisei morti: 19 a Deir Ezzor, nell'est, sei ad Harak, nel sud, e uno ad al-Bukamal, nell'est del Paese.

Usa: regime disperato, fa guerra al suo popolo
Le autorità siriane "sono disperate, ingaggiando una guerra aperta contro i loro stessi cittadini". Un funzionario dell'ambasciata Usa a Damasco parla così del governo di Assad, riferendosi al massacro di Hama, in cui sono morte almeno cento persone. Un atteggiamento così aggressivo, secondo il funzionario, denoterebbe la disperazione e al tempo stesso la fragilità del regime.

Frattini: Si riunisca il Consiglio di Sicurezza Onu
"Chiediamo che si riunisca di urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per prendere una posizione molto ferma". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, commentando il massacro avvenuto ad Hama, in Siria. Un forte appello al governo siriano per la cessazione immediata delle violenze contro i civili, definite "un orribile atto di repressione", arriva direttamente dalla Farnesina. "Auspico - ha ribadito il ministro - che in Siria si possa giungere a una soluzione della crisi, e che si trovi attraverso l'attuazione delle riforme da parte del governo e tramite l'avvio di un dialogo inclusivo con l'opposizione".

Opposizione: arrestato un leader dei ribelli
Le autorità siriane hanno arrestato Sheikh Nawaf Al Bashir, leader della tribù di Baqqara, la principale della provincia ribelle di Deir al Zor. Lo riferiscono fonti dell'opposizione.

Berlino: stop alle violenze o nuove sanzioni
Il ministro degli Esteri Guido Westerwelle ha detto di essere "profondamente scioccato" per l'offensiva militare siriana ad Hama e ha avvertito il governo siriano che se la Siria non cambierà rotta adotteremo "nuove sanzioni con i nostri partner europei".

Bombe a Damasco: 42 manifestanti feriti
Almeno 42 persone sono rimaste ferite da bombe a frammentazione lanciate dalle forze di sicurezza siriane contro una manifestazione ad Harasta, periferia di Damasco, dove le forze ultra lealista della Quarta Divisione si sono dispiegate per reprimere le proteste pro-democrazia. Lo hanno riferito alcuni residenti.

Cresce il numero dei morti in Siria
Diciannove persone sono state uccise a Deir Ezzor, est della Siria, sei ad Harak (nel sud) e una a Bukamal (nell'est), oltre alle 100 vittime nella città di Hama. Lo ha denunciato Ammar Qurabi, presidente dell'Organizzazione nazionale dei diritti dell'uomo. Secondo Rami Abdel Rahmane, capo dell'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo, altre due persone sono state uccise a Surane, vicino Hama.

La condanna della Francia
Una repressione "inaccettabile, in particolare alla vigilia dell'inizio del mese di Ramadan". Così il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, condanna "con la massima fermezza" l'offensiva lanciata dal governo di Damasco che ha provocato, secondo la denuncia dei gruppi per i diritti umani, almeno 124 morti a Hama ed altre città del Paese.

Obama: orrore per le violenze, isolare Assad
"Sono sconvolto dall'orrore della sanguinosa repressione del regime siriano, che ha ucciso almeno 136 persone". Lo ha affermato Barack Obama che ha deciso di rafforzare i suoi sforzi per isolare Bashar al-Assad. In una dichiarazione il presidente degli Stati Uniti ha reso omaggio ai manifestanti scesi in piazza, definendoli "coraggiosi", e artefici del cambiamento che porterà la Siria "a essere un posto migliore".

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