LA GIORNATA PIU' LUNGA

Scandalo intercettazioni, Murdoch non lascia

Il magnate davanti al parlamento inglese: "E' il giorno più umiliante della mia vita".Durante la seduta un comico ha aggredito il tycoon lanciandogli una "torta" in faccia

19 Lug 2011 - 21:55
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 © Reuters

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Rupert Murdoch non ha alcuna intenzione di dimettersi. Il magnate al centro dello scandalo intercettazioni in Gran Bretagna smentisce tutte le indiscrezioni e annuncia che resterà alla guida di News Corp. Ascoltato insieme al figlio James dal Parlamento britannico, Murdoch ha messo da parte l'orgoglio: "Questo è il giorno più umiliante della mia vita". Durante l'audizione il tycoon è stato aggredito da un comico.

Titubante e incerto nelle risposte, torchiato dal parlamentare laburista Tom Watson, il magnate australiano ha confessato di aver chiuso News of the World per essersi "vergognato" di quello che stava succedendo. "Non sono io responsabile e non so chi ha mentito": ha detto Rupert Murdoch facendo capire di essere estraneo alla vicenda e di essere stato ingannato. "Forse mio figlio conosce le cose più di me", ha aggiunto, io sono stato informato "solo otto giorni fa".

"Mi dispiace - ha continuato a dire Murdoch - abbiamo rovinato il nostro rapporto con il lettori". Il magnate ha buttato acqua sul fuoco anche sui suoi rapporti con il premier David Cameron. Quando andai a Downing Street per incontrarlo dopo le elezioni, racconta, "entrai dalla porta del retro", come d'altronde avevo fatto anche con Brown.

Aggredito da un comico durante l'audizione
La seduta davanti al Parlamento è stata turbata dall'entrata in scena di un aggressore, il comico inglese Jonnie Marbles, che, avvicinandosi al magnate, gli ha tirato in faccia un piatto di schiuma da barba. Decisa la reazione della moglie di Murdoch, Wendi Deng, che ha colpito sul viso l'uomo. "La cosa che sto per fare è la migliore della mia vita" aveva postato Marbles poco prima su Twitter. La seduta, interrotta dall'episodio, è poi ripresa.

Il figlio James: "Risarciremo le vittime"
Anche James, il figlio del magnate, ha ribadito le scuse del gruppo alle "vittime delle intercettazioni e alle loro famiglie", sottolineando che News International intende "risolvere questa vicenda e fare in modo che non si ripeta più". L'azienda, ha spiegato, ha ammesso "le sue responsabilità" e ha avviato "una serie di risarcimenti". Padre e figlio hanno risposto per oltre due ore alle domande dei parlamentari.

Brooks: "Mai pagati poliziotti"
Le audizioni sono proseguite con l'interrogatorio di Rebekah Brooks, ex amministratore delegato della News International ed ex direttore del News of the World. Anche lei si è prima "scusata" con le vittime delle intercettazioni, poi ha abbondato in "non ricordo". Ha detto di non ricordare "di aver autorizzato pagamenti ad investigatori privati", ma di essere stata consapevole che il suo giornale vi facesse ricorso, aggiungendo però che si trattava di "una pratica molto diffusa" nell'editoria degli anni Novanta nel Regno Unito. La "pupilla" di Rupert ha anche negato decisamente di aver mai pagato né autorizzato il pagamento di poliziotti.

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