Aumenta il bilancio delle vittime civili delle manifestazioni contro il regime in Siria: secondo la testimonianza di un attivista i dissidenti uccisi dalle forze della sicurezza sono 28, nelle massicce proteste di piazza che si sono svolte in diverse località del Paese. Tra le vittime c'è anche un bambino, rimasto ucciso a Jobar. A Damasco sono morte 23 persone, 2 a Kadam, 2 a Douma, 3 a Idlib e 2 a Daraa.
Quattro mesi dopo la prima protesta di piazza, sono scesi oggi in strada, contro il presidente Bashar al Assad, oltre un milione di siriani. La mobilitazione non perde vigore e il clima è incandescente: le forze dell'ordine hanno aperto il fuoco contro i manifestanti. Il racconto di questa giornata non è verificabile però, e anche il bilancio resta incerto a lungo: alla stampa straniera è infatti vietato l'accesso al Paese. E lo ribadiscono, nei loro resoconti, Bbc e Cnn.
Fra i dissidenti c'è chi, all'emittente britannica, traccia un bilancio drammatico di questi 120 giorni: i morti sarebbero 1.600 dall'inizio delle proteste, 12 mila gli arrestati. Secondo altre fonti, il numero delle vittime è inferiore, ma comunque esorbitante: 1.400 civili, sostengono altri attivisti.
Un messaggio chiaro, di insofferenza popolare nei confronti del regime, ha attraversato anche oggi tutto il Paese, in un ennesimo venerdì di sangue: con manifestazioni a Damasco, a Hama, Homs, a Daraa, la città del sud dove tutto è iniziato, a Deir Ezzor nell'est, a Idlib, nordovest. Per l'Osservatorio siriano dei diritti umani, a Hama, 210 km a nord della capitale, hanno manifestato 500 mila persone; a Deir Ezzor 350 mila.
A Damasco, per la Lega dei diritti umani, hanno protestato invece in 20mila, ma è proprio qui che gli scontri sono stati più aspri, con 32 vittime. Due i quartieri nevralgici della protesta, Qaboune, la più colpita dal fuoco della polizia, e Roukn Eddin. Nel bilancio ci sono anche un bambino a Jobar, due persone a Kadam, e altre due a Douma, tutte località vicine alla capitale. Inoltre, tre persone sono morte poi a Idlib (nordovest), e due a Daraa (sud), secondo l'attivista della Lega siriana dei diritti umani, Abdel Karim Rihaoui.
Sabato intanto - hanno annunciato i dissidenti che l'hanno organizzata - si terrà a Damasco e Istanbul una "conferenza di salvezza nazionale" per fare il punto sulle rivolte e discutere dei modi per rovesciare il regime di Assad.
