Il "complotto ci rende più forti". Così il presidente siriano Bashar al Assad, ha aperto il suo discorso pubblico, trasmesso in diretta tv, in corso da un teatro di Damasco. "Saluto i militari che hanno perso la vita, le famiglie dei martiri e i martiri che hanno versato il loro sangue per opporsi alla fitna (sedizione confessionale), ha detto Assad, precisando che i "problemi interni al Paese li risolveremo da soli".
Per Assad la rivoluzione scoppiata in Siria contro il regime è una "cospirazione progettata all'estero e perpetrata nel nostro Paese". "Chi c'è dietro il complotto?", si è chiesto il presidente siriano. "Non è certo la prima volta che la Siria è oggetto di un complotto, sin dal periodo pre-indipendenza - ha precisato -. La Siria è vittima del complotto per la sua politica regionale... i complotti sono come i microbi, si diffondono nel corpo dove il corpo è più debole...".
"Questo discorso avviene oggi in una fase molto delicata per il nostro Paese - ha aggiunto -. Giorni difficili abbiamo affrontato che ci hanno fatto pagare un duro prezzo in termini di sicurezza. In questi giorni sono molte morte persone tra civili e agenti di polizia e molti sono stati feriti".
"Si tratta di una grande perdita per il Paese e io porgo le condoglianze alle famiglia di tutte le vittime - ha proseguito -. Ma ora non possiamo tornare indietro e dobbiamo vedere al futuro. Queste proteste ci hanno mostrato i nostri veri nemici". "Speriamo di ripristinare un'immagine di serenità e di integrità", ha poi detto Assad, ribadendo che "molti martiri sono caduti da entrambe le parti".
Una nuova amnistia generale
"Chiederò al ministro della Giustizia di estendere il provvedimento di grazia emesso nei giorni scorsi", ha poi aggiunto Assad. "Ho dato ordine alle ambasciate siriane all'estero di rilasciare i passaporti a tutti, anche ai ricercati - ha spiegato alla nazione - inizieremo ad esaudire le richieste leggittime di molti".
"I sabotatori avevano armi ultramoderne"
"Armi ultramoderne e strumentazioni sofisticate sono state trovate in possesso dei sabotatori e i terroristi di Jisr ash Shughur, cittadina nel nord-ovest della Siria al confine con la Turchia teatro di una vasta operazione militare di Damasco dall'inizio di giugno". Lo ha detto il presidente siriano Bashar al-Asad durante il suo discorso in diretta tv. "Quel che i sabotatori hanno provato a fare a Jisr ash Shughur ha costituito una svolta nella loro strategia, che si era rivelata vana nelle settimane precedenti", ha detto Assad, affermando che "grazie all'intervento dell'esercito i tentativi di seminare il caos e la fitna sono falliti". "I soldati hanno trovato a Jisr ash Shughur e a Maarrat an Numan (poco lontano, ndr), armi ultra moderne, strumentazioni sofisticate all'interno di Jeep... i sabotatori volevano condurre un altro massacro a Maarrat an Numan contro altri agenti, che sono stati però protetti dai residenti", ha spiegato Assad.
