Funzionari governativi libici hanno detto che sette civili sono rimasti uccisi in seguito a un raid aereo della Nato avvenuto all'alba nella zona orientale di Tripoli. Alcuni giornalisti sono stati condotti da funzionari del governo in una zona residenziale del distretto di Arada (Tripoli Est) e hanno visto un cadavere estratto dalle macerie di un edificio. All'ospedale locale sono stati mostrati altri cadaveri, fra i quali il corpo di una bambina.
"C'e stata la deliberata volontà di colpire obiettivi civili" ha detto il vice ministro degli Esteri Khaled Kaim aggiungendo che "questo è un altro segno della brutalità dell'occidente". Secondo le autorità libiche è stata sterminata un'intera famiglia di cinque persone (compresi due bambini). Non è stato possibile verificare se i tre corpi mostrati all'ospedale provenivano dall'edificio colpito nel distretto di Arada che si trova vicino al quartiere di Suq al Juma, noto come ostile a Gheddafi.
La Nato ammette vittime tra i civili
La Nato ha ammesso di avere provocato vittime civili sabato notte durante un raid sui cieli di Tripoli, in Libia. "L'obiettivo era un deposito di missili. Tuttavia - ha riferito l'Alleanza in un comunicato - sembra che un'arma non abbia colpito il bersaglio e che a causa di un malfunzionamento dei sistemi possa aver causato vittime civili". La Nato, si legge, "esprime il proprio rammarico per la perdita di vite innocenti".
