Il leader libico Muhammar Gheddafi è intervenuto con un messaggio audio sulla tv di Stato dicendo che resterà a Tripoli "vivo o morto". Poi ha aggiunto: "Non ci arrenderemo, diamo il benvenuto alla morte perché il martirio è un milione di volte meglio". Il raìs ha affermato che lui e i suoi uomini sconfiggeranno il nemico in una guerra alla quale sono stati forzati e ha invitato i sostenitori a recarsi davanti al suo rifugio nonostante i raid Nato.
"Non ci inginocchieremo... Non ci arrenderemo!". Questo il messaggio lanciato alla Nato dal leader libico Muammar Gheddafi, che a sorpresa ha parlato alla tv di Stato. In una registrazione audio ha promesso di combattere fino alla morte, proprio nel giorno in cui la coalizione ha sferrato pesanti bombardamenti sulla capitale Tripoli.
"In milioni marceranno su Bengasi"
"Le tribù libiche faranno la rivolta contro le bande armate e noi resisteremo". E' quanto ha annunciato Gheddafi. Mentre l'emittente diffondeva le immagini dei bombardamenti Nato sulla Libia, il Colonnello ha annunciato che ci sarà una "marcia milionaria di donne e uomini disarmati che disarmeranno le bande di Bangasi". Il riferimento è agli insorti del Consiglio nazionale transitorio libico che guidano la rivoluzione contro di lui.
"Dal momento in cui i giovani libici hanno sentito gli attacchi delle forze Nato contro (il compound di, ndr) Bab al-Aziziya", ha proseguito Gheddafi, "sono usciti per le strade a torso nudo per difendermi". Il riferimento, in questo caso, è ai raid condotti dagli aerei della Nato sulla residenza del Colonnello a Tripoli.
Trasmesse anche immagini di Gheddafi
La tv di Stato libica ha trasmesso nuove immagini del colonnello Muammar Gheddafi. Nel video, girato in una località non identificata, si vede Gheddafi, con una veste tradizionale e occhiali scuri, durante alcuni incontri con dei leader tribali. Secondo quanto riferito dallo speaker del canale televisivo, le immagini sarebbero state registrate martedì. Il leader libico non appariva in tv dal 30 maggio.
Obama: "Pressing su Gheddafi, deve lasciare"
La pressione su Muammar Gheddafi "aumenterà" fino a che il leader libico non si farà da parte. Lo ha detto il presidente Barack Obama nella conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca dopo l'incontro con il Cancelliere tedesco Angela Merkel. "Sostenere i cambiamenti nel mondo arabo è un compito comune all'Europa ed agli Stati Uniti", ha aggiunto la Merkel.
Raid a tappeto sulla capitale: 31 le vittime
Intanto, la Nato ha continuato a bersagliare la capitale libica a partire da una prima esplosione avvenuta poco dopo le 10.45 della mattina. Nel corso della giornata, Tripoli è stata colpita 60 volte dai raid aerei dell'Alleanza Atlantica che hanno provocato la morte di 31 persone, secondo quanto affermato dal portavoce del governo libico.
Giunto a Bengasi anche l'emissario di Mosca
L'inviato speciale del Cremlino, Mikhail Margelov, è arrivato a Bengasi e non ha escluso di temere un'ultima "vendetta" del leader libico mentre da Oslo il ministro degli esteri russo ha smentito che Mosca stia mediando tra Tripoli e i ribelli. La Russia - ha detto Lavroc - non svolge alcun ruolo di intermediazione in Libia. "Riteniamo che il dare una soluzione al conflitto sia una questione che riguarda i libici", ha detto Lavrov a margine della Conferenza allargata dei Paesi del Baltico in corso ad Oslo. Marghelov - che ha dichiarato di trovarsi a Bengasi per "facilitare il dialogo fra le parti" - dovrebbe incontrare i dirigenti del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt) ma non esponenti del governo di Tripoli, come invece annunciato alla vigilia della missione.
La figlia del raìs, Aisha, denuncia la Nato per crimini di guerra
La figlia di Muhammar Gheddafi, Aisha, ha presentato una denuncia per crimini di guerra contro la Nato al Tribunale di Bruxelles e a quello federale belga. In particolare si riferisce al raid Nato su Tripoli del 30 aprile nel quale, secondo la donna, il figlio più giovane del rais, Seif al-Arab, di 29 anni, tre dei nipoti del colonnello libico, Seif (2 anni), Carthage (2 anni) e Mastoura (4 mesi), amici e vicini di casa sono stati uccisi. I legali di Aisha hanno spiegato che la risoluzione Onu 1973 non autorizza la Nato ad attaccare i civili.
