ANCORA NEL MIRINO

Afghanistan, attacchi dei talebani a Herat:feriti cinque soldati italiani

In azione due o forse quattro kamikaze. Berlusconi: "Vicino alle famiglie"

30 Mag 2011 - 21:49
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 © Ap/Lapresse

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I militari italiani in missione all'estero tornano nel mirino. Cinque soldatii sono rimasti feriti nell'attacco di un commando talebano contro il Team per la Ricostruzione Provinciale (Prt) di Herat, in Afghanistan. Il bilancio dei due attentati suicidi compiuti quasi simultaneamente a Herat, capoluogo dell'omonima provincia nel sud dell'Afghanistan, è stato pesante: cinque i morti accertati e 52 feriti, compresi i cinque militari italiani.

C'è stata una vera e propria battaglia nei pressi di Camp Vianini, sede del locale Prt, il "Provincial Reconstruction Team" gestito dall'Italia di concerto con le autorità locali. Dopo l'attacco del kamikaze alla struttura, infatti, alcuni altri guerriglieri, cinque in tutto, hanno aperto il fuoco contro la base.

"Grazie a Dio - ha osservato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa - non abbiamo avuto decessi; il bilancio poteva essere molto piu' grave". Il militare più grave è un capitano del Reggimento d'Artiglieria di Maniago, Pordenone. Sulle sue condizioni c'è un cauto ottimismo, ma resta comunque in prognosi riservata.

Silvo Berlusconi ha espresso vicinanza ai soldati e alle loro famiglie: "Ancora una volta", ha affermato il premier, "esprimiamo la nostra riconoscenza e il nostro incoraggiamento ai militari italiani che con grande professionalità e impegno svolgono la loro difficile missione di pace in Afghanistan e nelle altre aree di crisi".

L'attacco, ha spiegato il ministro della Difesa, è stato "molto complesso" ed è cominciato alle 9:15 ora italiana. Prima, ha aggiunto, "un mezzo pesante carico di esplosivo si è schiantato contro il muro di cinta del Prt, poi c'e' stato il fuoco dei ribelli appostati sui tetti delle case vicine al Prt e che ha prodotto danni seri, anche se potevano essere maggiori".

A Herat era in corso la conferenza nazionale di tutti i Consigli provinciali, e già sabato, piu' a nord, in un'altra zona "tranquilla" come può essere considerata Herat, c'era stato un altro attentato ai militari tedeschi, in cui era rimasto ferito il comandante della Nato nell'area. Ma i talebani sono nel pieno della spirale di violenza sferrata, all'inizio del mese, come l'abituale offensiva di primavera e resa quest'anno più violenta dal desiderio di vendetta per l'uccisione di Osama Bin Laden.

Poco prima del duplice attentato, le forze della coalizione internazionale avevano chiesto scusa per le vittime civili causate dagli errori nei raid aerei degli ultimi giorni. Il presidente Hamid Karzai aveva lanciato un "ultimatum" a Washington perché metta termine ai cosiddetti danni collaterali, l'ultimo dei quali ha causato la morte di dieci bambini e due donne, uccisi in un'operazione nella provincia di Helmand.