La vedova ne è la "legale amministratrice"
© Ansa
Una donna australiana ha ottenuto il consenso da un giudice a utilizzare lo sperma del marito morto. La storica sentenza è stata presa nello stato del Nuovo Galles del Sud, dove tuttavia il trattamento di fecondazione in vitro è vietato senza il consenso del donatore.
Dopo anni di infruttuosi tentativi di avere un figlio, Jocelyn Edwards, 40 anni, e il marito Mark, avrebbero dovuto firmare i moduli per il consenso per un'inseminazione in vitro il 6 agosto dello scorso anno. L'uomo però morì il giorno prima per un incidente sul lavoro. Il suo sperma fu raccolto dopo il decesso e la donna iniziò a quel punto una battaglia per ottenere il consenso legale al suo utilizzo.
Il giudice, Robert Hulme, della Corte Suprema del Nuovo Galles del Sud, ha deciso che c'erano solo due strade che poteva percorrere: distruggere lo sperma oppure restituirlo alla Edwards. Ad avere la meglio alla fine è stata la donna, in quanto, secondo il giudice, unica amministratrice dei beni del defunto marito.
Tuttavia la Edwards non potrà sottoporsi all'inseminazione in vitro in Nuovo Galles del Sud dove la pratica è vietata senza il consenso del donatore. "E' la giusta decisione, Mark sarebbe così contento: avremo il nostro bambino, questo è quello che voglio fare", ha detto la donna, dopo la lettura della sentenza. "Adesso voglio solo godermi il momento: è stata una fase lunga, lunga, lunga e difficile".