Un barcone con oltre 600 immigrati è naufragato davanti alle coste libiche, nei pressi di Tripoli. L'incidente ha provocato decine di morti. Alcuni superstiti sarebbero riusciti a salvarsi a nuoto. Sembra che l'imbarcazione sia colata a picco subito dopo la partenza perché sovraccarica. Sarebbero stati recuperati 16 cadaveri, tra i quali tre neonati e diverse donne. Gli immigrati provenivano da diversi Paesi dell'area subsahariana.
Secondo le testimonianze raccolte dal giornalista somalo Aden Sabrie, che collabora con la Bbc, i 16 cadaveri finora recuperati sarebbero di suoi connazionali, mentre altri 32 risultano ancora dispersi. Il barcone era partito insieme ad un altro mezzo, che è poi riuscito a raggiungere Lampedusa.
La tragedia si sarebbe verificata all'alba di venerdì mattina, ma la notizia è stata appresa soltanto nelle ultime ore. Ma il numero complessivo delle vittime sarebbe di gran lunga superiore. Il naufragio dell'imbarcazione è stato confermato al giornalista della Bbc anche dall'ambasciatore somalo in Libia, Mohamed Abdiqani.
Secondo una prima ricostruzione, attraverso le testimonianze di alcuni sopravvissuti, il barcone con oltre 600 migranti sarebbe partito un'ora dopo un'altra carretta che aveva altrettante persone a bordo. Quasi certamente si tratta dell'imbarcazione con 655 profughi approdata in nottata a Lampedusa dopo essere stata soccorsa a circa venti miglia dall'isola dalle motovedette della Guardia Costiera.
La notizia si è subito diffusa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, provocando commozione e sgomento. Una donna somala giunta venerdì sta piangendo dopo avere appreso telefonicamente da alcuni parenti che il figlio, partito con il secondo barcone, sarebbe tra le vittime.
