"Osama era meglio prenderlo vivo"
Il commento di Mario Giordano
© Afp
Oggi siamo tutti americani. Come quell’11 settembre in cui il mondo si svegliò all’improvviso pieno di paura. Come quell’11 settembre in cui ci accorgemmo che il secolo appena iniziato aveva già seppellito il sogno di un mondo pacificato e sereno. Come quell’11 settembre in cui il terrore cominciò ad entrare nelle nostre case, nella nostra vita, nella paura al mattino di prendere la metropolitana.
Anche oggi siamo tutti americani e siamo in festa, lì a Ground Zero, perché il nemico numero uno dell’Occidente è stato sconfitto. L’Hitler musulmano è saltato in aria nel suo bunker e non potrà più dettare al mondo le linee guida della paura. Ma quando venne ucciso Hitler, la guerra era finita per davvero.
Ora invece che cosa succederà? Quello che rende questo giorno meno festoso è l’allarme subito rilanciato dall’Interpol e da tutti i grandi osservatori internazionali: Osama Bin Laden è morto, il terrorismo no. Il terrorismo è ancora vivo. E anzi, rischia di reagire come una scheggia impazzita, e di diventare ancora più pericoloso, più imprevedile, vendicativo e selvaggio.
Per questo sarebbe stato meglio catturarlo vivo Bin Laden. Forse era impossibile, forse non ci sarebbero mai riusciti. Però avere Bin Laden vivo avrebbe permesso di raccogliere maggiori informazioni per riuscire a smantellare davvero la rete del terrore. E magari avrebbe permesso anche di capire qualcosa in più su alcune pagine di quell’11 settembre che non sono mai state del tutto chiarite.
